Tribunale (foto d'archivio)
Tribunale (foto d'archivio)

Lucca, 10 settembre 2019 - Approda oggi davanti al gup Alessandro Trinci la clamorosa vicenda giudiziaria relativa alla morte della piccola Mia Cellerini, la bimba di appena 5 mesi deceduta nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2015 durante una disperata corsa verso l’ospedale «Santa Croce» di Castelnuovo Garfagnana. Non fu una fatalità, ma un decesso causato da intossicazione cronica da sostanze stupefacenti, nella fattispecie eroina, cocaina e metadone. La neonata aveva assimilato e metabolizzato quelle droghe, tanto da avere vere e proprie crisi di astinenza.

Con queste accuse, contenute nelle perizie affidate a tre consulenti tecnici, dovranno comparire oggi davanti al gup i genitori della piccola, Jessica Grilli, lucchese di 38 anni, e Roberto Cellerini, 32enne originario di Calci, all’epoca residenti a Castelnuovo Garfagnana. Il pm Salvatore Giannino, al termine di una minuziosa e delicata indagine, ne ha chiesto il rinvio a giudizio: alla madre viene contestato il reato di omicidio colposo, mentre al padre quello di “morte come conseguenza di altro delitto”.

Secondo le analisi di laboratorio e i riscontri, affidati agli anatomopatologi Chiara Toni e Vincenzo Nardini e al tossicologo forense Silvio Chericoni, è infatti emerso che la piccola era intossicata da cocaina, eroina e metadone. Ce n’era traccia permanente persino nei capelli della sfortunata piccina. Quella tragica notte tra il 6 e il 7 gennaio 2015 la bimba ebbe una crisi con spasmi violentissimi in casa. I genitori cercarono di fare qualcosa, ma la bimba non si calmava e allora Mia venne portata d’urgenza all’ospedale di Castelnuovo, dove arrivò però già priva di vita.

Sul momento sembrava un episodio dovuto a cause naturali e anche l’autopsia non riscontrò segni di violenza, traumi interni o segnali di maltrattamento fisico. Poteva finire tutto con una superficiale archiviazione, ma gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Castelnuovo, diretti all’epoca dal capitano Paolo Volontè, alimentarono molti sospetti. Emerse infatti che i genitori, noti per problemi di tossicodipendenza, avevano continuato anche di recente a fare uso di droghe pesanti. I carabinieri perquisirono la casa e sequestrarono pannolini, indumenti sporchi di vomito della bimba, siringhe usate e metadone.

Il magistrato decise di approfondire la vicenda con esami affidati a un laboratorio specializzato. Emerse che la piccola avrebbe assunto metadone, ma anche cocaina ed eroina, durante l’allattamento al seno materno. Droga che, per l’accusa, veniva procurata alla madre Jessica proprio dal padre Roberto, con una condotta sconsiderata che ha poi fermato per sempre quel piccolo cuore innocente.