E’ anche Assocarta a lanciare, chiaro e forte, il grido d’allarme: “La carta, industria “essenziale”, non si é fermata neanche durante la pandemia ma corre il rischio di farlo adesso perché è impossibile scaricare rincari quotidiani di energia e Co2 su clienti e mercati. La sostenibilità corre lo stesso rischio“.

“Il nostro settore – ha affermato Massimo Medugno, direttore di Assocarta, in apertura dei lavori del webinar dedicato – che rappresenta una parte importante dell’infrastruttura di riciclo nazionale, utilizza principalmente il gas nei propri impianti. Occorre intervenire a breve, riducendo gli oneri in bolletta per le imprese, in particolare quelli per il gas e dando le compensazioni europee per la CO2. Se potessimo utilizzare nelle nostre cogenerazioni biogas, biomasse e scarti avremmo qualche strumento in più” . Il problema è di dimensioni ciclopiche: basti pensare che l’Italia è il secondo Paese utilizzatore di carta da riciclare, dopo la Germania, primo produttore di carte per uso igienico sanitario e terzo produttore di carte per imballaggio. E proprio il distretto cartario lucchese, in questo quadro, fa la parte del leone.