La “strana coppia“ tutta toscana, Giorgio Panariello e Marco Masini (nella foto), farà tappa, per “Mont’Alfonso sotto le stelle“, mercoledì 7 agosto, alle ore 21.15, nella omonima fortezza. Dopo una cinquantina di repliche in due anni in tutta Italia, i due artisti hanno ancora voglia di scherzare e prendersi in giro, segno di una grande intesa e di una solida amicizia.
Come è nato questo strano duo?
"Sembra scontato dire per caso – spiega Giorgio – ma è così. Per una strana concomitanza ci siamo trovati tutti e due liberi da impegni e abbiamo deciso. Ci eravamo già “annusati“ artisticamente in un paio di occasioni, come al compleanno di Francesco Nuti. Ci conosciamo dal 1980 e per paradosso, abbiamo passato più tempo io e lui in vacanza, piuttosto che lavorare insieme. E comunque, contrariamente a quanto la gente possa pensare, abbiamo più cose in comune io e Marco che io magari con un altro comico: le sue canzoni parlano di sociale e di amore come i miei monologhi. E poi ci sono esigenze pratiche: se devo fare Mario il bagnino, qualcunio deve suonare la pianola mentre io mi cambio. Noi diamo anche una drammaturgia allo spettacolo, ma alla fine, inutile negarlo, è proprio quello il senso".
Domanda cattiva: chi di voi ci ha guadagnato di più?
"Ci ho guadagnato io – risponde Marco – perchè con Giorgio quando faccio le canzoni la gente ci sta attenta. Se andavo con uno che faceva ridere davvero, che so, Checco Zalone, passavo in secondo piano. E’ come andare nel deserto, dove non c’è acqua e quando trovi una vecchia lattina è una fortuna".
"Ci si guadagna tutti – aggiunge Panariello – e anche il pubblico, che ride e si diverte".
Ma vi sopportate ancora dopo due anni di convivenza?
"Sul palco sì – conferma Giorgio – in giro no. Marco soffre il caldo e in auto devono esserci 20 gradi sotto zero, così che io devo mettermi la felpa: se vi sembra giusto? E poi in macchina si chiacchiera, si ragiona, invece lui si mette le cuffie e ascolta il calcio mercato della Fiorentina che compra un giocatore ogni 20 anni".
Lo spettacolo è collaudato, ma c’è ancora improvvisazione?
"Improvvisare – sottolinea Marco – fa parte della nostra intesa, proprio perché ci conosciamo da tanto tempo. Ci accomunano uno spirito e un’ironia toscana che hanno in verità tutti i toscani. Se vedi bene in “Amici miei“, l’unico modo per uscire da un dramma è l’autoironia. Che è il filo conduttore dello spettacolo e che spesso ci accomuna. Lo show è bello compatto, esprime lo stato d’animo nostro e lo si vede, perché quando ci sono errori o dei cambi di programma improvvisi, abbiamo la fortuna di poter reggere bene l’impatto".
Pensate in futuro di poter ripetere questa esperienza?
"Lo spettacolo – risponde Giorgio – è andato bene. Come ho fatto con Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni non è detto che non si possa ripetere. Dipenderà dagli impegni personali: quest’anno è capitato bene, con lui che ha finito il disco, mentre io fino a settembre ero libero. E poi il calcio mercato finisce, vero Marco?".
E i programmi individuali?
"Il nuovo disco – dice Marco – uscirà per il mercato di Natale ("I mercatini di Natale? Quello di Tavarnuzze?" fa eco Giorgio) e poi preparerò un tour".
"Riprenderò – replica Giorgio – “Tale e quale show“, inizierò le riprese di una serie tv e scriverò uno spettacolo nuovo. E poi un varietà televisivo tutto mio".
Paolo Ceragioli