Irene Cervelli è in cura all’ospedale di Cisanello
Irene Cervelli è in cura all’ospedale di Cisanello
LUCCA "La famiglia auspica che il Comitato tecnico scientifico e la Regione Toscana rivalutino l’apertura di Open Day Astrazeneca per persone under 50 fintanto che non sia stata fatta piena chiarezza su quanto accaduto". L’appello arriva dai familiari di Irene Cervelli, l’impiegata 41enne colpita da un ictus venerdì scorso e ricoverata ora all’ospedale di Cisanello. La donna aveva ricevuto il vaccino AstraZeneca il 26 maggio all’open day dell’Asl al Campo di Marte. Il malore è arrivato meno di 10 giorni dopo...

LUCCA

"La famiglia auspica che il Comitato tecnico scientifico e la Regione Toscana rivalutino l’apertura di Open Day Astrazeneca per persone under 50 fintanto che non sia stata fatta piena chiarezza su quanto accaduto". L’appello arriva dai familiari di Irene Cervelli, l’impiegata 41enne colpita da un ictus venerdì scorso e ricoverata ora all’ospedale di Cisanello. La donna aveva ricevuto il vaccino AstraZeneca il 26 maggio all’open day dell’Asl al Campo di Marte. Il malore è arrivato meno di 10 giorni dopo la somministrazione: il caso è stato segnalato anche dall’Asl all’Aifa. La famiglia, per la prima volta, assistita dall’avvocato Giovanni Mandoli, ha scelto di parlare proprio tramite il suo legale. "Irene – spiega l’avvocato della famiglia – versa in condizioni stabili, anche se al momento alcune piccole ischemie non permettono ancora di riequilibrare i propri valori ematici. La prognosi rimane riservata. I medici dell’ospedale di Cisanello, a cui va tutto il sincero ringraziamento della famiglia, si stanno prodigando alacremente per portare alla paziente tutte le cure necessarie". Per la donna saranno molto importanti i prossimi giorni. " La terapia farmacologica che viene somministrata – continua – è quella indicata dalla medicina per casi analoghi. Al momento non ci sono ulteriori novità. Dobbiamo attendere i prossimi giorni e sperare che tale terapia produca gli effetti desiderati". L’avvocato si sofferma anche sui commenti d’odio dei “no vax“, oggi rimossi, piovuti nelle ultime 48 ore sul profilo Facebook di Irene.

"Sul fronte legale – spiega Mandoli – la famiglia si dice amareggiata per le dichiarazioni comparse sul profilo di Irene da parte di alcuni “leoni da tastiera”. Ma al tempo stesso chiede di non dare spazio a questi soggetti che spesso si nascondono dietro ad account falsi creati ad arte con il solo scopo di generare odio. Altresì ringrazia di cuore le centinaia di persone che in questi giorni di sofferenza e di speranza hanno manifestato la loro vicinanza e il loro affetto a Irene in questo tragico momento a testimonianza del fatto che tutte le attività di volontariato svolte dalla stessa in questi anni hanno lasciato un grande ricordo". L’esposto in Procura per chiedere di fare chiarezza su un eventuale nesso tra malore e iniezione, ancora non è stato presentato. "La famiglia in questo momento sta orientando tutti i suoi sforzi nell’assistere Irene in questa battaglia che quotidianamente sta combattendo. Al tempo stesso stiamo valutando tutti gli aspetti legali della vicenda e nulla sarà lasciato di intentato".

cla.cap