“Il minchione“. Un nuovo sonetto di Alessandro Meschi

IL MINCHIONE

“L’hai vista la mi’ moglie in taierino

che ni strippa le cicce? Che ne dici?”

Me l’ha chiesto ierlaltro un mi’ vicino

facendomi anche scende dalla bici.

“ ‘Un è mia robba andante, è sartoria,

ma con ve’ ‘ssu fianconi tracannotti

te li fa gira’ tutti, fa la scia.

Mi sembra la buòna del Giannotti”

‘Un mi riusci’ capi’ s’era geloso

o se temeva d’esse ‘n peorone.

Stavo per dinni “ha un culo favoloso”,

e ‘nvece dissi, con moderazione,

“in effetti ha un incedere vistoso”.

“Incedere?! Vol di’ che è un puttanone?”

“Ma sie! Ha ‘n corpo bello e generoso!”

“Sarà.” Però mi fa senti’ minchione.