FRANCESCO MEUCCI
Cronaca

Giro a Lucca Un successo da gestire

L'amministrazione Pardini lavora in sinergia con Viareggio per raggiungere risultati importanti, come la candidatura a capitale della Cultura. Tuttavia, ci sono ancora fronti aperti da affrontare, come la destinazione dei grandi spazi della città e le ricadute economiche del turismo.

La doppia tappa Puccini, poi, mette assieme Lucca e Viareggio in una visione di ‘Provincia‘ che da queste parte è quasi inedita. Le due principali città lavorano finalmente insieme, a braccetto, in sinergia e, di conseguenza, i risultati non tardano ad arrivare. Nelle Provincie si fa così e, siamo certi, che sia un ottimo segnale anche per la candidatura a capitale della Cultura. Ma, ovviamente c’è sempre ma, se tutti questi risultati rappresentano un chiaro segnale e un netto indirizzo delle scelte (anche economiche) dall’amministrazione Pardini; dall’altra parte ci sono una serie di fronti aperti a partire dal destino dei grandi spazi della città (Manifattura e stadio Porta Elisa in testa, ma anche scalo Merci, ex officine Lazzi...) per arrivare alle questioni urbanistiche e al piano strutturale (sul quale, inutile nascondersi, ci sono pesanti ritardi che speriamo possiamo essere risolti dall’arrivo del nuovo super-dirigente). E per certi versi anche il turismo stesso rappresenta a suo modo un nodo da affrontare.

Per quanto Lucca sia ben lontana dalle emergenze che vivono altre città, il vorticoso crescere dei numeri qualche problematica la porta. A partire da quei ‘mangifici‘ di cui questo giornale si è già occupato (prendendo come cattivo esempio le condizioni dell’Anfiteatro, ma in modo analogo si potrebbe parlare di altri luoghi, a partire da piazza Napoleone) per arrivare alle ricadute economiche di certi flussi (di recente si sono rivisti i serpentoni di croceristi che – si sa – al di là di occupare intere strade con il naso all’insù, ben poco lasciano nelle tasche della città). Più complessivamente il boom del turismo si lega a doppio filo alle scelte urbanistiche (che dovrebbero riuscire a limitare al massimo quella zona grigia rappresentata dagli affitti brevi o, diciamolo, ‘al nero‘); commerciali (evitando di snaturare la caratteristiche del centro commerciale lucchese) e culturali (e qui niente da dire: c’è la determinazione di legare ogni eventi a un aspetto identitario della città). Per cui, avanti così ma senza perdere di vista il quadro complessivo e l’obiettivo finale.

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