Polizia
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Lucca, 30 luglio 2017 - AL GIALLO del barista colpito con un pugno da un cliente si aggiunge un capitolo, forse il più inatteso e, con tutta probabilità, anche quello che scriverà la parola «fine» sulla vicenda. Nelle ultime ore si è presentato spontaneamente in questura il presunto aggressore, ripreso dalle telecamere di sorveglianza del bar «Al Semaforo», in via delle Tagliate, nell’atto di assestare un cazzotto al padre della donna che gestisce il locale. È un giovanissimo extracomunitario africano, più o meno diciottenne, da poco in Italia e in attesa del riconoscimento dello status di profugo. Di più sulla sua identità non è dato sapere, anche perché – riferiscono dalla questura stessa – l’uomo aggredito non ha sporto denuncia e quindi il ragazzo non risulta indagato in alcun modo.

Un particolare niente affatto secondario visto che, proprio in virtù del fatto che sul suo capo non pende alcuna accusa formale, il giovane migrante non era tenuto a «consegnarsi» alle forze dell’ordine. Lo ha fatto, come detto, in maniera del tutto spontanea soprattutto per chiarire come sono andate le cose mercoledì pomeriggio, in quegli istanti convulsi che hanno portato alla colluttazione con Savino Sorice, poi rimasto ferito da un pugno ad un occhio. La versione dei fatti fornita dal ragazzo sarebbe solo in parte corrispondente a quella del barista aggredito. È probabile comunque che prima dell’aggressione, tra i due sia volata qualche parola di troppo. Un diverbio sfociato poi in litigio vero e proprio, in cui ad avere la peggio è stato Savino Sorice. Viene mantenuto il più stretto riserbo anche sul fatto che il giovane profugo fosse o meno ospitato al campo della Croce Rossa alle Tagliate. Dalla questura sottolineano tuttavia che non si tratta di un pazzo o di un individuo fuori controllo, e lo dimostra anche il gesto che ha compiuto bussando alla porta del quartier generale della polizia.

IL BARISTA colpito dal pugno al volto aveva comunque incassato nelle ultime ore il sostegno di CasaPound e della Lega Nord. Il consigliere di CasaPound Fabio Barsanti, in una raccomandazione rivolta a sindaco e giunta, aveva chiesto un impegno concreto sulla sicurezza. La Lega Nord aveva invece definito quanto accaduto «inaccettabile e grave», puntando il dito sul modello di accoglienza.