La zona rossa ha svuotato la città, ma non il punto di distribuzione di mascherine gratuite in piazzale Don Baroni. Ieri la prima tappa del tour organizzato dal Comune e curato dalla protezione civile è stata presa d’assalto. Siamo andati a raccogliere alcune testimonianze, per capire come i cittadini stiano vivendo questo momento drammatico, non solo per Lucca, ma per tutto il Paese. Luca Geometti, 43 anni, è una delle tante persone presenti all’iniziativa. "Le mascherine sono importanti, credo che ognuno di noi debba esserne consapevole. Io da marzo, lavorando in smart working, sono costretto a stare a casa e non è semplice. In questa situazione però è...

La zona rossa ha svuotato la città, ma non il punto di distribuzione di mascherine gratuite in piazzale Don Baroni. Ieri la prima tappa del tour organizzato dal Comune e curato dalla protezione civile è stata presa d’assalto. Siamo andati a raccogliere alcune testimonianze, per capire come i cittadini stiano vivendo questo momento drammatico, non solo per Lucca, ma per tutto il Paese.

Luca Geometti, 43 anni, è una delle tante persone presenti all’iniziativa. "Le mascherine sono importanti, credo che ognuno di noi debba esserne consapevole. Io da marzo, lavorando in smart working, sono costretto a stare a casa e non è semplice. In questa situazione però è fondamentale che tutta la popolazione faccia la sua parte rispettando le regole, solo così riusciremo a migliorare le cose".

Fuori dal furgone della Protezione Civile anche il 57enne Alessandro Gallii: "Sono contento di questa campagna organizzata dal Comune. Spero possa servire anche per sensibilizzare sempre più persone all’utilizzo della mascherina. Prima nel tragitto da casa a qui ho notato che c’è ancora chi non la indossa e credo sia un atteggiamento molto irresponsabile. Sto vivendo questo momento con grande ansia, dettata dall’incertezza riguardo il futuro dell’Italia e degli italiani. Il rispetto delle regole è l’unica possibilità se vogliamo che ci sia un margine di miglioramento".

Tra le testimonianze c’è anche quella di Enzo Vannucchi, 74enne che sembra non perdersi d’animo di fronte alle difficoltà del momento: "C’è tanta paura in giro, ma io non ne ho, la prendo con filosofia perché la mia età me lo permette. Indossare la mascherina quando esco mi fa sentire tranquillo, in questo modo posso permettermi anche di fare una passeggiata vicino casa senza rischiare. Mi fido di ciò che dicono gli esperti, motivo per cui ho sempre rispettato le regole e continuerò a farlo nella speranza che tutto questo possa finire presto".

Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza il lavoro di coloro dall’altra parte del tavolo. Alice Farinelli, 20enne volontaria delle Protezione Civile, ci racconta com’è andata questa prima data del calendario: "Siamo davvero soddisfatti della partecipazione dei cittadini. Credo sia importante continuare con questa iniziativa perchè c’è tanta paura tra le persone. Abbiamo finito molte scatole, soprattutto perché ognuno, avendo con sè più di una tessera sanitaria, ha ritirato mascherine anche per gli altri componenti del nucleo familiare".

C’è gioia nelle parole di Alice che sembra essere fiduciosa nella buona riuscita di questa campagna anche in altre zone della lucchesia. "Abbiamo consegnato - continua - molti pacchetti da dieci mascherine, a discapito di quelli da cinque e questo ci rende molto orgogliosi. L’unica nota negativa è stata la pressoché totale assenza di giovani, l’età media si aggirava intorno ai cinquant’anni". La grande affluenza di ieri è il primo - si spera non ultimo – simbolo di una città che si impegna a rispettare le norme di prevenzione del contagio. La Regione ha messo a disposizione del Comune un totale di 450mila mascherine, delle quali una piccola quota sarà destinata ai servizi comunali che si occupano dell’assistenza alle persone più vulnerabili. Il lavoro della Protezione Civile finirà il 4 dicembre, con un calendario fitto per garantire una distribuzione capillare.

Chiara Caravelli