L’uso di sempre più potenti apparati cellulari richiede antenne basate sulla tecnologia Lte
L’uso di sempre più potenti apparati cellulari richiede antenne basate sulla tecnologia Lte

Lucca, 6 luglio 2015 - «Abbiamo approvato il nuovo piano sulla telefonia mobile, ma a condizioni ben definite». Sulla vicenda delle aree che verranno destinate a ospitare nuove antenne, sempre osteggiate dalla popolazione locale, prendono posizione tutte le associazioni che compongono l’Osservatorio permanente sulla telefonia mobile del Comune di Lucca. L’argomento, ricco di criticità, dai campi elettromagnetici all’impatto ambientale delle stazioni radio base, sta continuando a sollevare proteste, basti pensare a quanto sta accadendo a San Concordio e Sant’Alessio. Legambiente, Ambiente e futuro, Italia Nostra e i Comitati unitari antielettrosmog di Lucca prendono una dura posizione anche in relazione a alcuni casi di antenne collocate fuori dai luoghi previsti nel piano. «Le Associazioni ambientaliste e i Comitati antielettrosmog – si legge nella nota – hanno ritenuto opportuno riunirsi per censurare alcuni comportamenti dei gestori della telefonia mobile i quali vorrebbero imporre l’installazioni di stazioni radio base al di fuori dei siti preferenziali e in luoghi sensibili come scuole, ospedali e in vicinanza di centri densamente abitati. L’abuso più macroscopico è stato quello del nuovo ospedale San Luca, in cui sono state disattese tutte le prescrizioni del piano per i luoghi sensibili previsti dal regolamento ancora in vigore e inserito nel piano urbanistico del Comune di Lucca». 
 
«Discorso analogo - proseguono i comitati – vale per la localizzazione della stazione radio base di via Fonda a Sant’Alessio che non ha tenuto conto del piano del Praaet, in cui prevedeva, e prevede, un’area preferenziale presso il locale cimitero urbano, mentre Telecom con un progetto presentato al di fuori di ogni logica, ha ottenuto il “silenzio assenso” da parte del consiglio comunale. Attualmente è oggetto di giuste proteste da parte della popolazione». 
 
I comitati e le associazioni chiedono con forza all’amministrazione comunale un impegno concreto affinché vengano realizzati maggiori controlli sulle emissioni elettromagnetiche nelle aree maggiormente critiche tramite Arpat, su disposizione del Comune e con i costi a carico dei gestori della telefonia. Chiedono anche il Comune non conceda il silenzio assenso ogni volta avviene una riconfigurazione degli impianti esistenti e per esigenze tecnologiche decade l’autorizzazione in essere. Quanto al nuovo piano, che come detto le associazioni hanno votato, potrà essere efficace solo se il Comune si attiverà affinché sia collegato, in tempi certi, allo strumento urbanistico. Non solo. «A nostro avviso – conclude la nota – la configurazione degli impianti esistenti e per esigenze tecnologiche che modificano le caratteristiche emissive, dovendo questi essere autorizzati come fossero nuovi impianti, rappresentano l’occasione in cui l’amministrazione può richiedere la delocalizzazione degli impianti che manifestano criticità, avendo predisposto per tempo idonee aree preferenziali. Infatti un piano di localizzazione tecnicamente valido inibisce la formazione del silenzio assenso per richieste di installazioni/implementazioni su siti non previsti nel Piano stesso».
Fabrizio Vincenti