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Che magia la chitarra di Clapton. Show nel segno del grande rock

Quasi ventimila spettatori che hanno sfidato anche il maltempo del pomeriggio. Tra loro anche volti noti

Che magia la chitarra di Clapton. Show nel segno del grande rock

La pioggia ce l’ha messa tutta per cercare di rovinare la festa, cadendo per quasi tutto il pomeriggio di ieri, ma la passione per la musica vince su qualsiasi disagio. Il Summer Festival è iniziato come doveva, con un grande concerto perché grande era l’artista protagonista. Per l’unica data italiana di Eric Clapton sono arrivati fan da tutta Italia e anche dall’estero, per circa 20mila presenze, molte delle quali già in città dal mattino o dal primo pomeriggio. Tra i tanti appassionati anche volti noti, come il cantante Zucchero, Beppe Grillo e Andrea Scanzi.

L’artista britannico si è presentato sul palco sotto le Mura storiche accolto da un boato di applausi, imbracciando una delle sue tante, amate chitarre elettriche, ma con una particolarità. Lo strumento, infatti, vedeva effigiati i colori della bandiera Palestinese. Lo show è iniziato con “Blue dust“, mostrando come il blues sarebbe stato il filo conduttore dello show, con la proposta di tanti classici del genere insieme ad alcuni dei titoli più celebri di una carriera sessantennale.

Sostenuto da un’ottima band, Clapton ha dimostrato di essere ancora quel grande chitarrista che qualcuno paragonò, negli anni Settanta addirittura a Dio. Lunghi assolo, sottolineati da applausi e grida dai fan, in gran parte attempati ma non solo, suonando il padre riconosciuto del blues Robert Johnson (“Cross road blues“, “Little queen of spades“) o uno dei suoi “profeti“, Muddy Waters (“I’m your hoochie coochie man“). E non a caso arriva un brano come “Badge“, scritto con George Harrison, dal repertorio Cream, in questa prima parte elettrica della scaletta.

Perché poi al centro dello show c’è un intenso momento acustico, che si conclude con la sempre commovente “Tears in heaven“, dedicata al figlio Conor tragicamente scomparso in tenerà età, evento che ha ovviamente segnato la vita di Clapton. Il concerto riprende a scorrere più elettrico che mai, partendo dal periodo di Derek & The Dominos (“Got to get better in a little while“) per concludersi con l’attesissima, inevitabile e inarrivabile “Cocaine“, scritta dal “collega“ J.J. Cale nel 1976 e incisa da Eric l’anno dopo in “Slowhand“, album tra i suoi più venduti, dal titolo autoironico. Qui la gente si libera da ogni controllo e intona non solo le parole ma anche, in qualche modo, la musica del riff, accalcandosi sotto il palco. Il bis di “Before you accuse me“ di Bo Diddlwy chiude il set dopo un’ora e mezzo di semplice, piacevole, ottima musica, come la maggior parte dei “grandi vecchi“ del rock internazionale è ancora in grado di offrire.

Il Summer dà ora appuntamento al prossimo weekend, quando sullo stesso palco salirà Ed Sheeran per i suoi due spettacoli italiani, sabato 8 e domenica 9. Ed è la prima volta che accade nella storia del festival, ma il fulmineo “sold out“ registrato per la prima data ha “costretto“ il direttore artistico Mimmo D’Alessandro a chiedere una replica , al cantante che ha da parte sua felicemente accettato, per la gioia dei tanti fan che erano rimasti fuori inizialmente.

Il palco degli spalti ospiterà poi il suo ultimo evento il 28 giugno, in realtà un fuori cartellone. Lo spettacolo è “Puccini secondo Muti“, realizzato dal Comitato Promotore delle Celebrazioni Pucciniane, in partecipazione con il Comune di Lucca e il Teatro del Giglio e la collaborazione del Lucca Summer Festival e della D’Alessandro&Galli. Il maestro Riccardo Muti dirigerà l’Orchestra Luigi Cherubini, con 130 musicisti ad accompagnare i cantanti lirici nelle più celebri arie d’opera di Giacomo Puccini, in diretta tv mondovisione. E dal 30 giugno in poi, con Swedish House Mafia, il Summer tornerà in piazza Napoleone per le altre sedici grandi serate.

Paolo Ceragioli