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10 ott 2021

Apuane Libere diffida la Regione Toscana

"Vagli, stop agli scavi al di fuori dei limiti consentiti. È tempo di mettere in pratica la sentenza del 2019 confermata dalla Corte d’appello"

10 ott 2021
L’associazione ambientalista tira per la giacca la Regione Toscana
L’associazione ambientalista tira per la giacca la Regione Toscana
L’associazione ambientalista tira per la giacca la Regione Toscana
L’associazione ambientalista tira per la giacca la Regione Toscana
L’associazione ambientalista tira per la giacca la Regione Toscana
L’associazione ambientalista tira per la giacca la Regione Toscana

L’ associazione Apuane Libere, a seguito della sentenza del 16 settembre scorso emanata dalla Corte d’appello di Roma, con la quale è stato ribadito in maniera definitiva che nei territori del comune di Vagli Sotto siti nei mappali appartenenti all’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico, è vietata ogni forma di escavazione e sfruttamento commerciale al di fuori dei limiti consentiti dallo statuto dell’ente stesso, ha inviato una diffida urgente alla Regione Toscana affinché metta in pratica la sentenza del 2019. "Ci teniamo a informare – fanno sapere dal tritone apuano – che nonostante quest’ultima sentenza fosse destinata a essere immediatamente esecutiva, i funzionari della Regione Toscana hanno preferito aspettare l’esito del ricorso fatto dall’amministrazione vaglina e, quindi, ha sostanzialmente permesso che alcuni siti estrattivi che divorano il suolo montano dentro e fuori il Geoparco Unesco delle Alpi Apuane, venissero dati in concessione a nuove ditte, che poi hanno riaperto cave dismesse da oltre 40 anni". "A questo punto – spiega Gianluca Briccolani presidente dell’associazione ambientalista - si pongono due problemi per l’ente regionale, perché nelle more della sentenza finale ha acconsentito che sia il Parco delle Alpi Apuane sia il comune di Vagli di Sotto autorizzassero nuove cave nei mappali identificati dal Commissario come beni collettivi: nonostante le associazioni ambientaliste lo segnalassero nelle osservazioni alle conferenze dei servizi. Ci si chiede adesso, come intenda operare a questo riguardo la stessa Regione Toscana che, da una parte ha l’obbligo di chiudere questi siti di distruzione dell’ambiente e dall’altra se la dovrà vedere con conseguenti ricorsi al Tar da parte dei numerosi concessionari coinvolti nelle precedenti assegnazioni. Se l’idea è quella di procedere con una sanatoria – continua Briccolani – se la tolgono dalla testa, è bene che chi ha sbagliato, ossia quei funzionari comunali o regionali che non hanno sospeso ...

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