“Viaggio” tra le bellezze della città. Si chiude con le scalinate storiche

Si conclude oggi la rassegna "La Spezia e i suoi palazzi" con la conferenza dell'architetto Roberto Venturini sulle antiche mulattiere e scalinate storiche della città, un viaggio affascinante tra storia e architettura.

“Viaggio” tra le bellezze della città. Si chiude con le scalinate storiche

“Viaggio” tra le bellezze della città. Si chiude con le scalinate storiche

Cala oggi il sipario su ‘La Spezia e i suoi palazzi’ con il quarto ed ultimo incontro della rassegna sulla città, molto partecipata – con una media di spettatori di 200 spettatori per serata – organizzata dalle Edizioni Giacché nella sala multimediale di Sunspace in via Sapri (ex Cinema Diana). L’odierna conferenza con proiezione d’immagini, dalle 17.30 con ingresso libero (info allo 0187 23212), è con l’architetto Roberto Venturini che parlerà degli studi contenuti nei volumi ‘Le scalinate storiche della Spezia. L’espansione urbana collinare tra Otto e Novecento’ e ‘Per le antiche mulattiere della Spezia’. Si ripercorreranno virtualmente, in un tour affascinante, dalle antiche mulattiere alle scalinate storiche urbane; dalle salite alberate circondate da eleganti edifici, ai percorsi collinari nel verde a due passi da casa tra palazzi, pievi, santuari, ville storiche, grotte e fortificazioni. Un viaggio "nello scenario fantastico e incredibile della città e del golfo – scrive Venturini –, che si perde sull’orizzonte del mare e delle catene montuose, si costeggiano muri di pietra, vigneti, uliveti immersi nel verde delle colline", attraverso le antiche mulattiere, un tempo ‘strade di servizio’ per contadini, viandanti e operai. "Lastricate ‘a gradoni in acciottolato di pietra arenaria o calcarea’, costruite con manodopera e tecniche oggi non più in uso, sono figlie di una sapienza antica che voleva le cose fatte per durare nel tempo come le scalinate storiche urbane, da sempre amate dai vecchi spezzini; salite ai colli come la Cernaia, la Spallanzani o la San Giorgio, uniche nello stile architettonico che le contraddistingue, che accompagnano dolcemente il viaggiatore offrendo, da più punti, viste panoramiche di singolare bellezza. Siano esse lastricate di pietra arenaria sbozzata dagli scalpellini di Biassa o pavimentate a mattoncini, sia che ‘disegnino’ perfette geometrie sul colle tra cielo e mare, o proteggano il viaggiatore con le chiome dei bellissimi alberi centenari disposti a doppio filare, le scalinate spezzine rappresentano un patrimonio di percorsi collinari che poche città possono vantare; frutto di uno sviluppo, che oggi definiremmo compatibile, della città ottocentesca nell’area collinare che circonda il golfo". Qui la città mostra ancora il suo volto, mantiene una sua integrità, una visione d’insieme che ancora richiama quella originaria dei primi anni del Novecento – epoca in cui questa zona fu urbanizzata – tra i palazzi firmati da Vincenzo e Gino Bacigalupi, dai fratelli Piaggio, Manlio Costa, Franco Oliva e Raffaele Bibbiani; in un percorso attraverso l’evoluzione degli stili architettonici, che va dal Palazzo ‘Casa mia’ alla Casa Peragallo, dal Palazzo della Fondega a Villa Fortelli e altri. Marco Magi