Un ragazzino uccise il patrigno con un fendente

CARRODANO Un altro omicidio, la tranquillità del borgo nuovamente sconquassata. A Carrodan...

Un altro omicidio, la tranquillità del borgo nuovamente sconquassata. A Carrodano, quanto successo ha inevitabilmente condotto il pensiero di molti residenti a quel precedente di otto anni fa, a quell’assolato pomeriggio di luglio in cui si consumò un altro grave fatto di sangue. Era il 22 luglio 2015, e in un’ex casa cantoniera che il Comune aveva trasformato in alloggi, un giovane all’epoca dei fatti minorenne aveva colpito mortalmente con una coltellata in pieno petto il patrigno, compagno della madre.

A nulla era servito l’intervento tempestivo dei soccorsi, con l’uomo morto sul posto. Una tragedia enorme, quella avvenuta al culmine di una lite familiare, dal quale il territorio e i suoi abitanti a fatica erano riusciti a riprendersi, ritrovando pian piano quella tranquillità tipica dei piccoli borghi operosi della Val di Vara. Questo almeno fino a venerdì, quando i fatti accaduti all’Antica Locanda Luigina hanno nuovamente fatto ripiombare il piccolo paesino valligiano al centro dell’attenzione mediatica di un intero Paese. "Quell’episodio ha segnato per lungo tempo la nostra comunità, anche se per fatti decisamente diversi da quelli accaduti oggi, almeno per le circostanze – dice il sindaco facente funzione del Comune di Carrodano, Gian Carlo Leveratto –. Spero che i ’superstiti’ di quella vicenda abbiano trovato equilibrio e serenità".

mat.mar.