
La presentazione del progetto che consentirà di fornire ai pazienti il calore e allegria di cani addestrati
Fornire ai pazienti la migliore qualità di vita possibile e garantire loro una degenza che ricrei un ambiente familiare, di casa, circondati dal calore e dall’affetto di tutti i membri che fanno parte della loro famiglia. Proprio di tutti. Sono questi i due principali obiettivi assistenziali che l’hospice di Asl5, dell’ospedale San Bartolomeo di Sarzana, da sempre persegue e che da oggi consegue ancora meglio grazie a uno strumento in più. Nato a seguito di un’esperienza estremamente positiva, quella cioè del progetto "Pet visiting" che ha permesso per la prima volta l’accesso in struttura agli animali domestici, il progetto pilota "Pet Therapy – Quattro zampe per un sorriso", partito nel dicembre 2023 e conclusosi nel luglio scorso, viene finalmente promosso e portato avanti sempre in collaborazione con l’associazione "La libellula" e ora anche con il sostegno di Fondazione Carispezia. L’iniziativa prevede incontri di un’ora a cadenza settimanale in cui un’equipe di professionisti farà incontrare ai pazienti e ai loro famigliari Pan, cagnolina simil pincher, Lunaspina, setter inglese di tre anni e Zelda, golden retriever di due anni per svolgere attività ricreative e momenti di accudimento. "Durante queste visite – spiega Monica Ferrari, coordinatrice dell’hospice – abbiamo riscontrato un abbassamento dei livelli di stress e minor paura oltre a un maggior controllo del dolore. Inoltre la presenza degli animali favorisce la stessa relazione tra pazienti, famigliari e sanitari". "Grazie alla Fondazione Carispezia e a "La Libellula" abbiamo potuto proseguire questo importante progetto - sottolinea Paolo Cavagnaro, direttore generale di Asl 5 – che porta benefici e benessere psicologico ai pazienti. La nostra speranza è quella di implementare sempre più questo tipo di attività integrata in collaborazione non solo con l’hospice ma anche con la struttura di oncologia". Proprio quando sembra che non ci sia più niente da fare in realtà c’è moltissimo da fare: "L’obiettivo – conclude Franco Campanini, segretario dell’associazione "La Libellula" – attraverso questi 52 incontri, è quello di portare conforto, vicinanza e ascolto andando nella direzione di una sempre maggior umanizzazione nel percorso sanitario e di degenza".
Alma Martina Poggi