Studenti in piazza: "In classe fa freddo. Troppi cantieri aperti. Così non si va avanti"

Il presidio ieri mattina sotto il Municipio e la sede della Provincia. Dito puntato sui lavori che hanno portato a spostamenti di aule. "Basta con i tagli alla formazione, chiediamo chiarezza sul futuro".

Studenti in piazza: "In classe fa freddo. Troppi cantieri aperti. Così non si va avanti"
Studenti in piazza: "In classe fa freddo. Troppi cantieri aperti. Così non si va avanti"

"Noi al freddo non studiamo", il coro che gli studenti di diverse scuole della Spezia hanno intonato ieri mattina prima sotto il Palazzo Civico poi sotto il palazzo della Provincia. I giovani vogliono accendere i riflettori sulla situazione degli edifici scolastici e sulle criticità quotidiane che affrontano gli studenti: freddo nelle aule, ritardo nella riparazione dei guasti ai bagni e i lavori che interessano l’istituto Capellini-Sauro, che hanno avuto come conseguenza lo spostamento di diverse classi in altri edifici scolastici. "Ci dicono che siamo il futuro dell’Italia e che bisogna investire nelle nuove generazioni, ma poi ci lasciano al freddo e in strutture fatiscenti" afferma una studentessa durante un intervento davanti al presidio, una frase che racchiude in sé tutto il malcontento dei giovani presenti.

"Siamo in piazza perché vediamo molte forti mancanze, abbiamo scuole che cadono a pezzi – spiega Francesca Roi, della 5ª C del liceo artistico Carderelli – andiamo in classe in una situazione precaria: piove in diversi laboratori con materiale tecnologico, alcuni muri hanno i buchi che contribuiscono alla perdita di calore. Viviamo in un sovraffollamento dovuto anche ai trasferimenti degli studenti tra gli edifici: chiediamo che si intervenga con urgenza per tutelare il nostro diritto a studiare in un ambiente consono". A causa del cantiere aperto nell’edificio dell’istituto Capellini-Sauro, alcune classi sono state trasferite nella sede del Cardarelli di via Carducci, mentre alcune classi dell’indirizzo ’geometri’ sono state messe nella sede di Montepertico, dove si trovano liceo artistico e musicale. Infine alcuni studenti dell’istituto Fossati sono stati spostati al liceo Mazzini: gli studenti, come sottolineano, non sanno nemmeno quando potranno tornare nella loro scuola. "Vengono sempre tagliati i fondi alla formazione, vediamo un totale disinteresse delle istituzioni nei confronti della condizione in cui versano gli edifici scolastici – dice Francesco Gianardi della Vª C del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate – ci hanno sempre detto che il problema dei riscaldamenti non sarà facilmente risolvibile e che per quanto riguarda i lavori in corso c’è il rischio che chi è ora in terza non li vedrà finire, è una situazione che va avanti da anni e non si trovano soluzioni, chiediamo di essere ascoltati". Nei giorni scorsi nelle classi dell’edificio scolastico di via Carducci, testimoniano i ragazzi, la temperatura si aggirava intorno ai 9 gradi, mentre la sede di Montepertico arriva a 14 gradi: un ambiente che non facilita le attività scolastiche e che rende difficile anche lo scolgimento delle ore di laboratorio. I ragazzi sono scesi in piazza con striscioni e cori, il messaggio è chiaro: vogliono che venga tutelato il loro diritto ad un ambiente scolastico adeguato.