Lerici, spara ai soci al culmine di una lite. Il mistero del revolver spagnolo

L’episodio lunedì sera sul ponte di Bagnola a Lerici. L’uomo in carcere in attesa dell’interrogatorio. I protagonisti in affari in un’azienda della nautica situata nel levante cittadino. Indagini sull’arma

Indagano i carabinieri (foto repertorio)

Indagano i carabinieri (foto repertorio)

La Spezia, 31 gennaio 2024 – Un 27enne in carcere, fermato con l’accusa di tentato omicidio, e due uomini in ospedale, feriti a revolverate . Una lite che ha rischiato di trasformarsi in tragedia e sulla quale sono chiamati a fare piena luce la Procura e i carabinieri del comando provinciale, quella avvenuta lunedì sera a Lerici, nei pressi del ponte di Bagnola. Una vicenda che, secondo una prima ricostruzione degli investigatori e dalle prime dichiarazioni rese dal 27enne spezzino durante l’interrogatorio del pm Elisa Loris (La Nazione conosce l’identità della persona fermata, ma per rispetto della privacy delle persone ferite, preferisce non divulgarlo almeno in questa prima fase delle indagini; ndr), ruoterebbe attorno alle vicissitudini dell’azienda che vede come soci principali proprio i tre protagonisti della lite. Un’impresa specializzata nelle lavorazioni su yacht e grandi imbarcazioni, situata nel levante cittadino – che dopo un’inizio promettente sarebbe andata incontro a qualche difficoltà – e nella quale lavora anche il padre dell’uomo che da ieri è in carcere in attesa dell’interrogatorio di convalida del gip. Proprio un episodio avvenuto venerdì all’interno dell’azienda ai danni del padre, avrebbe portato il 27enne a comunicare agli altri due soci – un 44 enne e un 33 enne, entrambi spezzini – l’intenzione di sfilarsi dall’azienda, con l’obiettivo di avviare una nuova attività in proprio.

Si arriva così a lunedì sera, quando il 27enne attorno alle 19.30, mentre si trova in un supermercato situato in Val di Magra, è raggiunto dalla telefonata di uno dei soci con la richiesta di vedersi subito per chiarire la situazione. L’incontro tra i tre soci alla fine ha luogo nel parcheggio situato nei pressi del ponte di Bagnola, a Lerici, sulla provinciale che collega il borgo marinaro alla Spezia e a Sarzana. Qui, secondo quando emerso nel corso dell’interrogatorio, il 27enne sarebbe stato aggredito subito dopo essere sceso dalla propria automobile e, per la paura di essere malmenato, si sarebbe allungato verso il portaoggetti dell’auto dove custodiva un vecchio revolver, per poi fare fuoco. Tre, complessivamente, i colpi di pistola che sarebbero stati sparati verso i due soci. A quel punto il 27enne sarebbe risalito in macchina per dirigersi verso l’abitazione del padre, dove dopo qualche ora si sono presentati anche i carabinieri.

Gli uomini dell’Arma, dopo aver recuperato l’arma – gettata in una siepe poco distante dalla palazzina e ’scoperta’ anche grazie alla collaborazione dello stesso 27enne – hanno condotto l’uomo in centrale, dove è rimasto per tutta la notte in attesa dell’interrogatorio del pm, tenutosi ieri mattina. I due feriti, che hanno raggiunto l’ospedale senza l’ausilio del 118 dopo le prime cure sono stati ricoverati nel reparto di ortopedia del Sant’Andrea: per il 33enne i medici hanno indicato in quaranta i giorni di prognosi, per il 44enne invece venti giorni. Non corrono pericolo di vita. Dopo l’interrogatorio del pubblico ministero, il 27enne sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il reato di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco, è stato portato nel carcere spezzino di Villa Andreino. Gli accertamenti dei carabinieri, in attesa dell’interrogatorio del giudice per le indagini preliminari che avverrà nei prossimi giorni, si concentrano ora sulla verifica dei dettagli e delle circostanze fornite dal 27enne nel corso dell’interrogatorio, così come per la ricerca del movente e sul possesso della pistola. Proprio per ciò che concerne l’arma, il 27enne – incensurato e assistito dall’avvocato spezzino Riccardo Balatri – avrebbe spiegato al pubblico ministero e ai carabinieri di averla trovata solo qualche giorno prima, giovedì scorso, nel corso di una passeggiata a Canarbino. L’arma, di fabbricazione spagnola, la cui produzione risalirebbe tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, sarebbe stata trovata in un cespuglio, avvolta in un panno, e risulterebbe in buona parte arrugginita. Il 27enne l’avrebbe presa e risposta nell’auto, per poi utilizzarla lunedì sera.