Se non è codice rosso, poco ci manca. Alla Rsa Mazzini il trenta per cento del personale risulta affetto da Covid19 e la cooperativa che gestisce il servizio lancia l’allarme alle istituzioni, chiedendo sostegno e personale per garantire la migliore assistenza possibile ai 50 ospiti della struttura, tutti positivi al virus. La richiesta è partita ieri, indirizzata ad Asl e Alisa, contestualmente al report che quotidianamente viene inviato alle autorità sanitarie per fare il punto sull’emergenza covid nella Rsa. A preoccupare è soprattutto la mancanza di...

Se non è codice rosso, poco ci manca. Alla Rsa Mazzini il trenta per cento del personale risulta affetto da Covid19 e la cooperativa che gestisce il servizio lancia l’allarme alle istituzioni, chiedendo sostegno e personale per garantire la migliore assistenza possibile ai 50 ospiti della struttura, tutti positivi al virus. La richiesta è partita ieri, indirizzata ad Asl e Alisa, contestualmente al report che quotidianamente viene inviato alle autorità sanitarie per fare il punto sull’emergenza covid nella Rsa. A preoccupare è soprattutto la mancanza di personale infermieristico, mentre sul fronte Oss i numeri non destano timori. Col personale ora disponibile, la cooperativa sarebbe in grado di garantire i livelli di assistenza minimi, ma la situazione straordinaria, dovuta all’escalation di contagi, ha spinto la coop a chiedere assistenza alle istituzioni. La vicenda è stata oggetto di discussione ieri pomeriggio durante la riunione della cabina di regia di Asl5, con l’azienda sanitaria che ha aperto alla possibilità di sostenere ulteriormente la Mazzini con proprio personale, dopo aver già messo a disposizione della Rsa da una settimana un infettivologo e una squadra Gsat. La vicenda, già filtrata in ambito sindacale, ha mosso forti preoccupazioni. Mirko Talamone, leader di Fisascat Cisl, è tranciante.

"Siamo preoccupati per questa situazione, questa richiesta dimostra che la struttura di fatto si trova in piena emergenza e bisogna intervenire presto prima che diventi disastrosa. Non dimentichiamo che nella Rsa ci sono 50 persone bisognose della migliore assistenza possibile. Le istituzioni sanitarie trovino una soluzione per far fronte a quella situazione". E intanto, per l’inizio della prossima settimana è prevista una videoconferenza alla presenza del Prefetto, cui parteciperanno sindacati, azienda sanitaria e la coop che gestisce la Rsa Mazzini. Proprio da un sindacato, la Cgil, è partito ieri l’esposto indirizzato alla Procura con la richiesta di fare luce sulle cause che hanno portato alla situazione attuale, che ha costretto Asl anche a trasferire, come previsto ieri mattina, i diciassette pazienti negativi al virus alla Rsa Sabbadini di Sarzana. Una vicenda sulla quale è intervenuta anche la politica. Federica Pecunia e Dina Nobili di Italia Viva sottolineano come "ci era stato stato detto che Asl era intervenuta e tutto ora sembrava sotto controllo, ma in una settimana più di 50 pazienti si sono contagiati. Altro che sotto controllo. Il sindaco non può non prendere una posizione di fronte al fatto che il centro residenziale più importante della città si sia ritrovato ad essere un centro Covid. Si faccia qualcosa al più presto, ma qualcuno poi dovrà accertare chi ha commesso gli errori che hanno portato ad una situazione alla quale proprio non si doveva arrivare". Matteo Marcello