Nessuna responsabilità. Contratti derivati in Acam. L’azione di Iren è un flop

Nel mirino della holding multiservizi era finito Tortora, ex ad dell’azienda. Anche la Corte di Appello di Genova ha rigettato le pretese risarcitorie.

Nessuna responsabilità. Contratti derivati in Acam. L’azione di Iren è un flop
Nessuna responsabilità. Contratti derivati in Acam. L’azione di Iren è un flop

Si conclude con un flop l’ennesima azione di responsabilità promossa da Iren nei confronti dell’ex ammnistratore delegato di Acam, Pierluigi Tortora (nella foto). L’ultima sentenza è della Corte di Appello, chiamata a pronunciarsi sull’appello proposto da Iren contro la sentenza con cui nel luglio 2019 il tribunale spezzino aveva rigettato l’affondo della holding multiservizi. Tutto ruota attorno ai contratti derivati che nel maggio 2008 Tortora aveva stipulato con le banche in sostituzione dei precedenti prodotti di copertura del rischio connesso alla variazione dei saggi sui finanziamenti ottenuti dal Acam nell’ambito dei piani di ristrutturazione del debito: contratti che, secondo Iren, avrebbero generato una perdita per l’azienda pari a 11 milioni di euro. Importo, quest’ultimo, oggetto di una transazione nel 2009 tra Acam e i due istituti di credito titolari dei finanziamenti e dei contratti di garanzia. Oltre all’ex amministratore delegato, erano finiti nel mirino di Iren anche Ezio Mario Bertini, ex dirigente dell’area finanziaria di Acam, e il ragioniere Antonio Bonfanti: tutti usciti indenni dalle pretese risarcitorie della holding, con la Corte di Appello che ha confermato la linea del tribunale spezzino e ha condannato Iren a rifondere 70mila euro a Bertini per le spese legali di primo grado, e 160mila euro per le spese del secondo grado.

Matteo Marcello