Inflazione da capogiro. Cala la qualità della vita. La natalità crolla ancora. Droga, boom di denunce

Nell’indagine del Sole 24 ore la provincia perde ben nove posizioni. Nello Spezzino è ancora ampio il divario retributivo tra uomini e donne. Migliorano la sicurezza e la giustizia, peggiorano l’ambiente e i servizi.

Inflazione da capogiro. Cala la qualità della vita. La natalità crolla ancora. Droga, boom di denunce
Inflazione da capogiro. Cala la qualità della vita. La natalità crolla ancora. Droga, boom di denunce

LA SPEZIA

Nello Spezzino peggiora la qualità della vita. Lo dicono i dati, quelli messi assieme dall’ormai tradizionale indagine promossa dal Sole 24 Ore, che disegna una provincia in calo in moltissimi settori rispetto alle ultime rilevazioni. La Spezia è 57esima, e perde ben nove posizioni rispetto alla rilevazione dello scorso anno (nel 2021 era addirittura al 42° posto), in un quadro regionale non certo positivo, dove Genova è 47esima ma perdendo ben venti posizioni, Savona 59esima (era 57esima nel 2022) e Imperia addirittura 81esima, con uno scarto negativo di nove posizioni rispetto allo scorso anno. Un risultato finale, quello conseguito dalla provincia, frutto di peggioramenti in cinque delle sei macroaree indagate dallo studio. L’unico miglioramento è nel settore ’Giustizia e Sicurezza’, dove La Spezia migliora di 14 posizioni la classifica dello scorso anno (da 84 a 70; ndr) pur collezionando indicatori che devono far riflettere, come l’ultima posizione della graduatoria per i reati legati agli stupefacenti, calcolata sulla base delle denunce ogni 100mila abitanti, e risultati poco lunghieri per ciò che concerne rapine e delitti informatici. Il tonfo più pesante è quello avvenuto nella categoria ’Ambiente e Servizi’, dove La Spezia perde ventitrè posizioni finendo al 34° p osto.

Un calo su cui pesano i pessimi posizionamenti nei rank riguardanti la qualità di vità di donne e bambini (rispettivamente al 63° e 77° posto) il numero dei progetto Pnrr (64° posto) e la percentuale di scuole accessibili (94°). Tasso di motorizzazione ed Ecosistema urbano gli unici indicatori a salvarsi, con Spezia rispettivamente al 4° e al 6° posto nazionale. A far riflettere, anche i dati propriamente economici. La categoria ’Affari e Lavoro’ vede la provincia perdere ancora terreno, assestandosi all’85° posto. A pesare, i pessimi dati sulle start up innovative (104 posto), per imprese in fallimento (80°) e per l’utilizzo di e-commerce (75°), ma soprattutto i dati sul gender pay gap, ovvero la differenza percentuale della retribuzione media annua delle donne rispetto agli uomini – calcolata nel settore privato – dove la provincia è addirittura al 105° posto.

Stessa posizione, purtroppo, anche per il numero di infortuni sul lavoro. In calo anche i dati nella macroarea ’Ricchezza e Consumi’, con un 59° posto dove a spiccare è soprattuto l’indice generale dell’inflazione, che vede La Spezia addirittura al 105° posto. Il miglior risultato complessivo di macro area la provincia lo coglie in ’Cultura e Tempo libero’: 32° posto, anche se l’anno scorso era al 22°. Bene per numero di ristoranti e bar (6° e 14° posto), indice di lettura e le librerie (7° e 17° posto), mentre tra le performance negative c’è la banda larga (89° posto). Dati stabili nel settore ’Demografia e Società’, dove la provincia è al 51° posto: spiccano dati negativi come il quoziente di natalità (89° posto) e il consumo di farmaci per l’obesità (82° posto). "Un trend che riguarda tutte le province liguri – spiega il segretario della Camera di Commercio Riviere di Liguria, Marco Casarino –; il dato più eclatante è sicuramente il livello di prezzi superiore alla media nazionale: le motivazioni sono da approndfondire, anche alla luce della grande presenza della gdo. Il fatto che La Spezia sia arretrata non significa che sia andata indietro, ma che magari altre province siano andate piu avanti".

Matteo Marcello