Il momento dell’agognata conquista del basco verde (foto Frascatore)
Il momento dell’agognata conquista del basco verde (foto Frascatore)

La Spezia, 24 gennaio 2017 - Passato, presente e futuro si sono saldati ieri al Varignano nella cerimonia per il conferimento dei brevetti ai nuovi dieci incursori della Marina Militare, eredi degli uomini-gamma e delle loro imprese leggendarie nel corso della Seconda guerra mondiale. Il filo conduttore è stato ritessuto nei discorsi ufficiali ai massimi livelli della Difesa. C’erano il ministro Roberta Pinotti; il capo di stato maggiore interforze, generale Carlo Graziano e il capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Valter Girardelli, a presiedere la manifestazione che ha fatto confluire nel fortino, insieme ai familiari degli operatori imbascati, il senatore Massimo Caleo, le massime autorità civili, militari e religiose locali: un abbraccio ideale verso i ragazzi laureati nel 67° corso ordinario, dopo una rigidissima selezione, sull’onda lunga di una storia che viene da lontano proiettata, nel ricordo propulsivo degli avi, verso le nuove sfide imposte dai tempi per la sicurezza del Paese e dell’Europa, di fronte all’emergenza-terrorismo, all’offensiva dell’Isis e là dove anche le turbolenze della natura chiamano all’impegno gli specialisti.

E proprio nella consapevolezza del ruolo strategico degli incursori, ma anche dei cugini palombari con i quali i primi condividono le strutture del Varignano che calzano un po’ strette, si sono inanellati, pubblicamente, gli impegni dei vertici militari e le promesse del ministro sulla via del potenziamento delle forze speciali, per rinnovarne mezzi ed elevare il livello dei riconoscimenti agli operatori. Niente di puntualizzato alla virgola. Ma frasi di principio che si sono risolte in musica per le orecchie di incursori e palombari, a cominciare dal comandante del Comsubin, l’ammiraglio Paolo Pizzuti che, dalla fine del 2015, guida il raggruppamento militare che, intitolato a Teseo Tesei, vive in simbiosi con Le Grazie, dove tante famiglie sono conseguenza delle conquiste dei cuori delle donne locali ad opera di incursori e palombari, i cui figli spesso ripercorrono la strada dei padri.

C’è, ad esempio, un’urgenza: nave Anteo è prossima al capolinea, le lamiere portano impressi i segni di 36 anni di prodezze sui mari, deve essere sostituita; ma la prospettiva di realizzare una nuova unità ad hoc per il supporto alle operazioni ad alta profondità e per il soccorso ai sommergibili incidentati si è rivelata troppo onerosa per le casse dello Stato; di qui la svolta: guardare al mercato dell’usato garantito per individuare un’unità offshore supply vessel da adattare alle esigenze operative militari ma anche per gli impieghi nel campo della protezione civile. Non è un caso che il recupero, a 370 metri di profondità, delle salme dei migranti naufragati nel peschereccio colato a picco il 18 aprile del 2015 nello Stretto di Sicilia sia avvenuta ricorrendo al noleggio di un’unita privata: un’operazione ardita dei palombari della Varignano, sulle rotte della solidarietà, che la legge del mare impone di battere comunque e sempre prima delle esibizioni muscolari.