Il porto della speranza. Nave Vulcano alla Spezia con sessanta palestinesi. Task force per l’assistenza

La città ’Porta di Sion’ si appresta ad accogliere minori feriti e famiglie in fuga dalla Striscia di Gaza. La nave della Marina attesa domattina alle 8 al molo Garibaldi, messo a disposizione da Lsct.

Il porto della speranza. Nave Vulcano alla Spezia con sessanta palestinesi. Task force per l’assistenza

Il porto della speranza. Nave Vulcano alla Spezia con sessanta palestinesi. Task force per l’assistenza

La macchina dell’accoglienza è pronta. Un modello rodato quello che attende, domani mattina, lo sbarco da Nave Vulcano di sessanta palestinesi: tra questi, venti minori che necessitano di cure e terapie, e che saranno trasportati in ambulanza presso gli ospedali Rizzoli di Bologna, al Buzzi e al Pini di Milano, al Gaslini di Genova e al Meyer di Firenze. La Spezia, ribattezzata ’Porta di Sion’ – base di partenza dei profughi ebrei scampati ai lager nazisti – si appresta oggi a dare prima accoglienza a famiglie in fuga dalla striscia di Gaza, arrivate in Italia grazie ai corridoi umanitari organizzati dal Governo. L’attracco della nave della Marina militare è atteso attorno alle 8 al molo Garibaldi di Lsct: presente anche il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani. "La macchina dell’accoglienza è pronta per aiutare i bisognosi, come accaduto purtroppo diverse volte in precedenza – afferma il sindaco Pierluigi Peracchini –. La città non può venire meno a questo impegno umanitario e la nostra comunità, le associazioni di primo soccorso, l’Autorità portuale, la Prefettura e tutte le realtà del terzo settore si impegneranno per offrire il massimo supporto possibile, per garantire che ogni bambino riceva l’assistenza necessaria prima di essere trasferito all’ospedale. Il conflitto tra Israele e Palestina è una tragedia che ci auguriamo possa concludersi il prima possibile". Un’accoglienza coordinata dal gruppo di lavoro interministeriale e diretta sul campo dalla Prefettura, che vedrà decine di enti e associazioni impegnate. Tra queste, la Croce rossa, presente con 45 volontari (tra cui anche psicologi e mediatori culturali) e 16 mezzi. "Noi avremo due ambulanze, un’automedica e un pullmino e ci occuperemo della prima accoglienza e del trasporto all’ospedale Gaslini di Genova – spiega il presidente della Cri della Spezia Luigi De Angelis –. Ringrazio i nostri 12 volontari che saranno impegnati fin dalla prima mattinata. Alla Spezia arriveranno per il trasporto dei feriti anche ambulanze Cri dall’Emilia, dalla Lombardia e dalla Toscana". In campo, coinvolta dalla cabina di regia, anche Regione Liguria. "I porti della Liguria sono sempre pronti a collaborare con il Governo. La crisi in Medioriente ci tocca da vicino, non solo da un punto di vista economico, ma anche e soprattutto umano – dicono il presidente Giovanni Toti e l’assessore alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone –. Ci siamo mossi per garantire coordinamento tra gli interlocutori coinvolti nelle operazioni. La collaborazione con il Terzo settore, ma anche con la nostra Protezione civile e la nostra sanità è molto importante". Nave Vulcano per oltre due mesi è stata ormeggiata nel porto egiziano di Al Arish, curando bambini palestinesi feriti e in fuga da Gaza. Nell’ospedale galleggiante sono state oltre 80 le persone assistite dall’equipe medica, composta non solo da medici militari, ma anche da pediatri, da medici della Fondazione Francesca Rava, e da un gruppo di medici del Qatar.

Matteo Marcello