REDAZIONE LA SPEZIA

I furbetti... del cartellino. Indagati due impiegati

Pur risultando regolarmente in servizio avrebbero svolto attività sportive

L’ingresso dell’Arsenale (foto d’archivio)

L’ingresso dell’Arsenale (foto d’archivio)

Due dipendenti dell’Arsenale sono accusati di truffa ai danni dello Stato. La Procura della Spezia e i carabinieri infatti hanno chiuso, nei giorni scorsi, le indagini preliminari coordinate dal pubblico ministero Elisa Loris eseguite dai militari della compagnia di stanza all’interno della base che hanno seguito nei dettagli i comportamenti dei due dipendenti civili della Marina Militare. Entrambi pur risultando ufficialmente in servizio in realtà sarebbero stati visti impegnati altrove in attività non propriamente connesse al loro ruolo professionale. Se non altro non negli stessi orari delle mansioni ricoperte.

Nell’accurato dossier presentato si parla addirittura di partite a tennis oppure altre attività sportive, incontri con i famigliari, tranquillamente al bar oppure direttamente a casa. Ovviamente tutti passatempi praticati dopo aver regolarmente timbrato il cartellino e quindi al lavoro. I carabinieri in servizio all’Arsenale hanno verificato le giornate sospette arrivando a conteggiare oltre 60 ore di assenza. Naturalmente pagate ma non eseguite. Sono due gli indagati per truffa e per entrambi sono al vaglio i comportamenti tenuti nell’arco di diversi mesi.

In particolare uno dei due indagati avrebbe abbinato all’attività lavorativa la passione per lo sport e sarebbe stato visto sui campi da tennis pur risultando regolarmente al lavoro come dimostrato dal cartellino di ingresso timbrato all’ingresso. Il loro comportamento evidentemente è stato troppo evidente e così sulle tracce dei due dipendenti si sono mossi i carabinieri che nei giorni scorsi hanno concluso le indagini preliminari. Dal quadro accusatorio, che i due protagonisti cercheranno di smontare attraverso i legali di fiducia, emergerebbero dunque accuse ben specifiche.

Una vicenda che riporta a quella di un anno fa quando un dipendente con la passione per il ballo si esibiva in gare in varie sale e discoteche. Invece avrebbe dovuto essere in convalescenza per recuperare dai postumi di una malattia per la quale era ssente dal servizio, supportato da specifici certificati medici. Il lavoratore era comparso davanti alla Corte dei Conti di Genova per risarcire al ministero della difesa quasi 20 mila euro.