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15 mag 2022

Esposto contro i fumi delle navi da crociera

Lo ha presentato il comitato Spezia Via Dal Carbone in seguito alle numerose proteste degli abitanti di viale Italia e viale San Bartolomeo

Il denso fumo nero che esce da. una nave. da crociera ormeggiata nel porto della Spezia
Il denso fumo nero che esce da. una nave. da crociera ormeggiata nel porto della Spezia
Il denso fumo nero che esce da. una nave. da crociera ormeggiata nel porto della Spezia

I due anni di piena pandemia covid, con i flussi turistici assai ridotti, avevano fatto fatto passare in secondo piano il problema dei fumi che escono dalle navi ormeggiate in porto. Ma adesso, col ritorno delle crociere a pieno regime, è tornato di piena attualità. Mercoledì c’erano due grosse navi tutte insieme, di cui una tra l’altro era la più grande del mondo. E se per l’Autorità portuale, dal suo punto di vista, è stata un’ottima notizia per la ripresa del traffico crocieristico, non è altrettanto per coloro che abitano davanti al porto.

Non a caso il comitato Spezia Via Dal Carbone si è fatto portavoce delle segnalazioni di molti cittadini, che hanno inviato foto e video, presentando un esposto per le copiose emissioni fumose delle due navi da crociera ormeggiate al molo Garibaldi. L’esposto alle autorità è partito il pomeriggio di mercoledì 11 maggio. "A seguito di tali segnalazioni – affermano i rappresentanti di Spezia Via Dal Carbone – riscontrate personalmente, abbiamo contattato telefonicamente l’ufficio tutela ambientale della polizia municipale della Spezia e la guardia costiera della Spezia, chiedendo se fosse possibile attivare immediatamente una procedura di verifica della regolarità di tali emissioni. Abbiamo quindi inviato una richiesta formale a tutte le autorità coinvolte per tale verifica, auspicando di ricevere una risposta sollecita, univoca e pubblica".

Va detto, in primo luogo, per dovere di informazione che la verifica dei fumi all’interno del porto non spetta né alla polizia locale, né alla guardia costiera, bensì dell’Arpal. Semmai la polizia locale è competente per i rumori e non a caso in passato ha effettuato le verifiche dei decibel in viale San Bartolomeo e zone limitrofe. Si trattava, però, soprattutto della movimentazione dei container e questo invece è tutto un altro problema. La legge prende in considerazione i valori giornalieri di N02, biossido di azoto, che devono stare al di sotto di quota 40. Mercoledì scorso, però, la qualità dell’aria respirata a San Cipriano evidenziata dai dati della centralina di monitoraggio Arpal è stata di 65. Il giorno prima dell’arrivo delle navi, martedì alle 13, il valore di N02 era pari a 18.51. Se la media dei valori giornalieri annuali supera 40, a fine anno, scatta l’infrazione europea. Alla Spezia è già successo per due anni di fila, il 2017 e il 2018.

Un problema che purtroppo deriva da una situazione al momento irrisolta: la mancata elettrificazione delle banchine portuali. E così le esigenze di ormeggio delle compagnie armatrici delle navi da crociera, devono fare i conti con la necessità di tenere i generatori accesi. Ed è inevitabile che in cielo si levino colonne di fumo, talvolta bianco, ma in alcuni casi anche nero. In ogni caso una situazione che non piace a chi abita in viale Italia, viale San Bartolomeo e nelle zone limitrofe. Nella denuncia, infatti, il comitato Spezia Via dal Carbone ha scritto di avere ricevuto "segnalazioni di molti cittadini, che hanno inviato immagini e video. La Spezia era coperta da una sorta di cappa gassosa".

E non soltanto dalla città, ma anche da Marola e Porto Venere.

Massimo Benedetti

© Riproduzione riservata

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