Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
la Nazione logo
23 mag 2022

Dossier per il ministro sui tesori dell’Arsenale

Intellettuali in campo per indagare sulla chiesa di San Maurizio e valorizzare l’ex convento francescano

23 mag 2022
Una parte del chiostro nell’ex convento francescano nell’Arsenale
Una parte del chiostro nell’ex convento francescano nell’Arsenale
Una parte del chiostro nell’ex convento francescano nell’Arsenale
Una parte del chiostro nell’ex convento francescano nell’Arsenale
Una parte del chiostro nell’ex convento francescano nell’Arsenale
Una parte del chiostro nell’ex convento francescano nell’Arsenale

Il dossier è di quelli che danno contezza della storia e dei tesori dimenticati della città; finirà oggi nelle mani di chi ha competenze apicali per cogliere il valore della proposta che è alla base del suo confezionamento: favorirne conoscenza e fruibilità. I beni sono custoditi nell’area dell’Arsenale: i resti (sepolti) della chiesa alto medioevale dedicata a San Maurizio demolita nel 1860 per far posto all’insediamento militare e il complesso conventuale di San Francesco, risalente al XV secolo, sede della Compagnia dei Carabinieri per la Marina Militare. Destinatario del fascicolo sarà il Ministro della Cultura Dario Franceschini, oggi alla Spezia in missione elettorale a sostegno della candidata sindaca Piera Sommovigo. Glielo porgerà il professor Piero Donati, fino al 2011 - dopo 25 anni si impegno sul campo - referente zonale della Soprintendenza ai beni artisti e storici. La sollecitazione è quella di "rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla valorizzazione culturale" dei due beni. Le proposte: scavi nell’area, nei pressi di porta Marola, dove ancora esistono le fondamenta dell’antico tempio dedicato al martire guerriero; rendere fruibile l’ex complesso francescano (fino all’avvento di Napoleone che li sfrattò, sede dell’ordine dei Minori osservanti) ora presidio dell’Arma.

Donati non solo conosce a menadito la storia e i beni culturali del territorio ma anche le dinamiche istituzionali che sovrintendono allo stesso e, a capo di una cordata di intellettuali, così giustifica l’idea, con un affondo ficcante e garbato allo stesso tempo: "La necessità di rapporti virtuosi tra città e Marina comporta analisi della realtà e aperture reciproche per armonizzare i desiderata. L’Arsenale, sotto il profilo occupazionale è ai minimi termini: poche centinaia di dipendenti civili a fronte dei 6000 del 1939, mentre le aree a disposizione sono le stesse, in gran parte non utilizzate. Basterebbe questo per giustificarne il recupero, ovviamente con progetti seri. Quello degli scavi archeologici nell’area della chiesa di San Maurizio e della conversione a polo cultuale della caserma dei carabinieri lo sono, con un valore aggiunto: lavori e nuova destinazione d’uso, considerata la vicinanza al muro di cinta, con opportuni percorsi di accesso, non interferirebbero con l’attività operativa della Marina".

Dove mettere i carabinieri?

"In Arsenale non mancano gli spazi adeguati".

Cosa fare nell’ex convento?

"Un’articolazione dell’università o un laboratorio di restauro".

L’appello a Franceschini è firmato da una trentina di intellettuali; fra questi Giorgio Rossini, Giorgio Pagano, Clario di Fabio (Genova), Fulvio Cervini (Firenze), Franco Bonatti, Eliana Vecchi, Tomaso Montanari.

Corrado Ricci

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?