Discarica abusiva, Comune battuto al Tar

Il proprietario dell’area ottiene l’annullamento dell’ordinanza che lo obbligava allo smaltimento dei rifiuti

Discarica abusiva, Comune battuto al Tar
Discarica abusiva, Comune battuto al Tar

Non è compito del proprietario dell’area avviare a smaltimento i quintali di spazzatura accumulati in via delle Casermette, oggetto la scorsa estate di un’indagine della procura che portò a svariate denunce e sanzioni. Lo ha stabilito il Tar ligure, che ha accolto il ricorso del proprietario del compendio immobiliare, cassando l’ordinanza con cui il Comune della Spezia lo scorso luglio aveva intimato la rimozione degli enormi cumuli di rifiuti. La spazzatura ancora oggi è lì, in attesa di essere smaltita: a chi spetta l’onere di ripulire l’area ancora oggi non è chiaro. Tutto parte dall’operazione con cui, all’inizio di luglio, un’indagine coordinata dalla Procura della Spezia e condotta sul campo da Polizia locale e Carabinieri forestali, smaschera una vera e propria organizzazione che gestiva una discarica non autorizzata in località Casermette e nell’ex caserma dei Vigili del fuoco. Tre le persone denunciate, oltre a una miriade di persone e società sanzionate per aver conferito illegalmente i propri rifiuti. Alla fine dello stesso mese, il Comune mette nero su bianco l’ordinanza con cui viene intimato all’amministratore unico della società proprietaria dell’area di via delle Casermette, di provvedere allo smaltimento dei rifiuti abbandonati. L’imprenditore, estraneo alla vicenda giudiziaria così come all’accumulo dei rifiuti, non ci ha pensato due volte e, assistito dall’avvocato Carlo Sarro, ha impugnato il diktat comunale. I giudici hanno accolto l’affondo giudiziario dell’imprenditore, sottolineando come la normativa richieda, ai fini dell’emissione dell’ordinanza, "la prova dell’imputabilità al proprietario, a titolo di colpa, dell’abbandono e del deposito incontrollato di rifiuti, non essendo sufficiente il mero presupposto oggettivo rappresentato dall’abbandono o del deposito. Si richiede dunque l’accertamento di una corresponsabilità del proprietario dell’area (i rifiuti sono stati infatti abbandonati da soggetti diversi dal titolare; ndr)" Non solo: secondo i giudici l’omessa recinzione del fondo non costituisce, di per sé e in assenza di ulteriori elementi, un indice di negligenza nella vigilanza da parte del proprietario, in quanto la recinzione del fondo costituisce una facoltà, e non un obbligo, per il proprietario. Nel caso specifico, peraltro, "risulta che il ricorrente si sia attivato segnalando al Comune il reiterato abbandono di rifiuti da parte di soggetti terzi".

Matteo Marcello