Denuncia una violenza sessuale. Donna condannata per calunnia

Due anni e tre mesi a una 40enne che aveva accusato falsamente un 55enne di averle palpato un gluteo

Denuncia una violenza sessuale. Donna condannata per calunnia

Denuncia una violenza sessuale. Donna condannata per calunnia

Aveva accusato due uomini di violenza privata, minacce con atti vessatori e denigratori che le avevano procurato uno stato di frustrazione tanto da dover ricorrere alle cure di uno psichiatra. Uno di loro perfino di violenza sessuale, perché le avrebbe palpato un gluteo. I fatti denunciati da Ana Maria Popa, 39 anni, originaria della Romania e residente in provincia della Spezia, si riferiscono al 2017 ma la giustizia ha stabilito che erano false accuse. I due uomini, infatti, erano stati prosciolti e hanno denunciato a loro volta la donna per calunnia attraverso il loro avvocato di fiducia Riccardo Balatri. Ieri davanti al giudice Giulia Marozzi si è concluso il processo con la condanna della donna a due anni e tre mesi, più il pagamento di una provvisionale di 3mila euro. Le accuse rivolte ai due uomini di 55 e 46 anni, entrambi dipendenti di una società che dà ospitalità ai migranti, erano calunniose. Nel 2017 la società aveva stipulato un contratto di affitto di un immobile con Ana Maria Popa per ospitare alcuni migranti. I rapporti con la proprietaria,però non sono stati sereni, pertanto il contratto era stato poi interrotto. E col rapporto di locazione cessato, i due uomini che avevano avuto contatti con la proprietaria, erano stati colpiti nel gennaio 2018 dal divieto di avvicinamento nei suoi confronti. Questo a causa di una denuncia per atti persecutori, interferenza illecita nella vita privata e anche violenza sessuale per il 55enne. Il gip aveva proceduto all’interrogatorio di garanzia e subito revocato il provvedimento, poiché i due avevano dimostrato che fosse stata la donna a porre in essere condotte illegittime con riferimento alla gestione degli spazi concessi. E’ stato prodotto anche un video registrato proprio il giorno dell’accusa di violenza sessuale, che dimostra fosse solo frutto della fantasia. E il giudice Marozzi ha accolto pienamente la tesi dell’avvocato Balatri sulla calunnia subìta dai suoi assistiti.

Massimo Benedetti