L'ultrà juventino
L'ultrà juventino

La Spezia, 24 dicembre 2015 – Le settanta carte di identità false trovate dalla Polizia nell’auto di Bryan Herdocia sarebbero servite per permettere ad altrettante persone di entrare allo stadio di Torino, per la partita Juventus-Fiorentina, con i biglietti da lui preventivamente acquistati e a loro venduti a prezzo maggiorato stante l’irreperibilità nel circuito ufficiale o l’impossibilità ad averli da parte di chi, fra i richiedenti, era colpito da daspo e quindi non può avere accesso alle strutture teatro di eventi sportivi. Con biglietto alla mano, la carta d’identità farlocca ad essi connesso, confidando nei controlli degli stuart che non vanno per il sottile sotto la pressione della ressa, l’ingresso allo stadio era garantito.

Un business, così lo ha chiamato Herdocia nell’interrogatorio di garanzia, che gli avrebbe fruttato 7mila euro.

Il retroscena emerge in parallelo alla trasmissione alla Spezia, da parte della procura di Torino, degli atti relativi all’arresto del commerciante di 37 anni originario del Costa Rica che vive e lavora in città, finito in manette il 14 dicembre scorso a seguito del ritrovamento nella sua auto di due pistole con relativi caricatori e proiettili, una mazza da baseball e 70 carte d’identità false. La scoperta choc venne effettuata dagli agenti della Polizia che avevano passato al setaccio la sua vettura dopo le segnalazioni giunte da un gruppo di tifosi della Fiorentina per il sasso partito da questa all’indirizzo del bus sul quale erano imbarcati i rivali, anche loro in rotta di avvicinamento allo stadio di Torino per il match dei viola contro la Juventus e già oggetto di minacce ad un autogrill.

Il trasferimento dei documenti relativi alle indagini battenti è funzionale all’incardinamento del fascicolo alla Spezia, per competenza territoriale, là dove il reato maggiore, quello del porto abusivo di armi è iniziato in città, luogo di partenza per la trasferta in auto, sulla quale erano imbarcati altri tre tifosi juventini, due residenti alla Spezia e una a massa. Mentre questi ultimi, scagionati dallo stesso Herdocia, sono tornati liberi il giorno successivo all’arresto, Herdocia resta dentro. A confermare la custodia cautelare è stata ieri il gip Marta Perazzo. su richiesta del pm Giovanni Maddaleni. Le pistole illegalmente detenute da Herdocia erano appartenute ad un parente deceduto. «Le ho portate con me per tirarle fuori in caso di necessità. Il provento dei biglietti, poteva far gola a qualche malintenzionato» così si difende, assistito dall’avvocato Marco di Vita.

Corrado Ricci