REDAZIONE LA SPEZIA

Controlli sui compensi a Bianchi. Masinelli nel mirino dei sindacati: "Rifiutiamo la logica della gogna"

Cgil, Cisl e Uil chiedono all’amministratore di parlare chiaro: "Se ci sono stati errori, si vada dritti al punto"

Controlli sui compensi a Bianchi. Masinelli nel mirino dei sindacati: "Rifiutiamo la logica della gogna"

Una parola ritenuta di troppo ha avuto lo stesso effetto di una scintilla. In un attimo il fuoco delle polemiche è divampato ma altrettanto velocemente il protagonista della reazione dei sindacati ha provato a contenerlo. Le dichiarazioni di Francesco Masinelli, amministratore delegato dell’azienda Atc, rese davanti alla commissione consiliare convocata per chiarire la vicenda legata ai compensi ricevuti dall’ex presidente dell’azienda trasporti spezzina Gianfranco Bianchi, non sono piaciute alle rappresentanze sindacali che sono immediatamente insorte. "Siamo sconcertati e allibiti – scrive Mario Bonafiglia di Fit Cisl – dalle dichiarazioni di Francesco Masinelli durante la commissione consiliare. Per l’ennesima volta sfuggendo dalle proprie responsabilità ha messo in discussione la qualità e la professionalità dei lavoratori Atc. Chiediamo le immediate scuse da parte dell’amministratore, che si deve ricordare che sta concludendo il suo secondo mandato alla guida di questa azienda. E una cosa è vera, Atc non è mai stata nella sua storia coinvolta in situazioni ed eventi burocraticamente dubbi come nella sua gestione nonostante la marea di consulenze esterne commissionate".

Masinelli aveva parlato di qualche carenza nella macchina dei controlli sui compensi rilasciati all’ex presidente ammontanti a 30mila euro lordi. "Non ho mancato di rispetto a nessuno – chiarisce Francesco Masinelli – perché ho la massima stima di tutti i lavoratori che contribuiscono alla crescita di questa azienda. Ho semplicemente ricordato che se già in passato si sono verificati episodi simili è evidente che qualcosa non abbia funzionato partendo dai vertici, compreso anche il sottoscritto. Ma la mia stima e gratitudine nei confronti dei lavoratori è immutata".

Anche Stefano Bettalli, segretario di Cgil, non è stato tenero nei confronti delll’amministratore delegato. "Secondo Masinelli – replica il segretario – mancherebbero le competenze necessarie. Rileviamo, che in questi anni di gestione aziendale si è contraddistinto per aver fatto decine di spostamenti di dipendenti, da un reparto a un altro, di cui non si è mai capita la logica e la funzionalità. Una perenne riorganizzazione, che invece di valorizzare le risorse umane, le ha costrette a ricominciare da capo moltissime volte, troppe volte. Con l’unico risultato di creare sfiducia e demotivazione tra il personale. L’amministratore ha il dovere, se individua carenze, di colmarle con la formazione, con il coinvolgimento, con un’iniezione di fiducia, non con la pubblica gogna". Per Giuseppe Ponzanelli del sindacato Uil l’errore è sempre quello di generalizzare. "Le situazioni – spiega – vanno razionalizzate e individuate singolarmente, non certo generalizzando. Se ci sono stati errori devono essere sottolineati andando dritti al punto evitando i voli pindarici che non inquadrano la reale portata della discussione".

Massimo Merluzzi