Il capitano Andrea Romanelli stringe la mano a Marco Ivani

La Spezia, 15 novembre 2017 – E’ un appuntato scelto dei carabinieri; si chiama Marco Ivani, ha 39 anni ed è originario della Val di Vara; lavora al Nucleo Radiomobile dell’Arma. Anche lui ha il naso incerottato, come il giornalista della Rai Daniele Piervincenzi colpito da Roberto Spada, con una testata, ad Ostia, una settimana fa. Ieri il militare era presente in Tribunale per l’avvio del processo per direttissima al suo aggressore, Ariel Rodriguez Jaquez e ai complici dello stesso: il fratello Antonio e il cugino Franklin Suarez, tutti ventenni.

L'AGGRESSIONE: CLICCA QUI PER L'ARTICOLO

Il carabiniere, nonostante i 15 giorni di referto per l’infrazione alla piramide nasale, ha voluto essere presente, insieme ai colleghi protagonisti della movimentata operazione da manuale. In Tribunale, prima che iniziasse il processo, ha inanellato decine di strette di mano e di abbracci. A cominciare da quelle del comandante provinciale, il colonnello Gianluca Valerio, e del capitano Andrea Romanelli, comandante della Compagnia da cui Ivani dipende.

Dopo si è sviluppato il rituale della giustizia, con l’entrata in scena del pm Alessandro Casseri e degli avvocati difensori Romina Moggia (per i Rodriguez) ed Enrico Panetta (per Franklin). Il giudice Diana Brusacà ha convalido gli arresti per minaccia aggravata (nei confronti del titolare del bar), danneggiamento aggravato, resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e porto abusivo di oggetti atti ad offendere.

I due fratelli Rodriguez, gravati da precedenti, sono stati posti agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, nella loro abitazione; per il cugino è scattato l’obbligo di firma nella caserma dei carabinieri. L’avvocato difensore Panetta ha già fatto istanza di patteggiamento a sei mesi di reclusione. Prossima udienza il 30 gennaio 2018.