Arsenalotto preso a botte. Collega rinviato a giudizio accusato di lesioni gravi

Una raffica di pugni al volto, poi gli avrebbe sbattuto la testa sul pavimento. Futili i motivi della lite degenerata: la mancata assegnazione di un locale.

E’ accusato di aver litigato con un collega di lavoro per futili motivi e di averlo riempito di botte all’interno dell’Arsenale militare, causandogli lesioni gravi guaribili in 41 giorni. Lo avrebbe colpito con numerosi pugni al volto, facendolo cadere a terra. Poi una volta sovrastato col suo corpo e bloccate le braccia del rivale, gli avrebbe sbattuto la testa ripetutamente e con violenza sul pavimento. E’ accaduto all’interno dell’Arsenale militare, nei locali dell’artiglieria, il 5 maggio del 2022 e i contendenti sono due dipendenti civili.

Ieri Antonino Mazzara, 40 anni, originario della Sicilia ma residente alla Spezia, è stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare Diana Brusacà con l’accusa di lesioni volontarie. Con l’aggravante di aver causato una malattia superiore ai 40 giorni e dei futili motivi. Questo sulla base delle accuse formulate dal pubblico ministero Federica Mariucci, in seguito alle indagini condotte dai carabinieri di Maridipart.

A far scaturire il diverbio sul lavoro, poi degenerato, sarebbe stata la mancata assegnazione di un locale. Mazzara avrebbe aggredito il collega di 58 anni procurandogli al frattura delle ossa del naso, la frattura dell’arco zigomatico sinistro, del seno mascellare, del pavimento orbitario e parete laterale sinistro, frattura composta della parte laterale del seno mascellare destro, con una malattia e incapacità alle ordinarie occupazioni di durata superiore ai 40 giorni. Lesioni che avrebbero causato al 58enne arsenalotto anche 25 punti di invalidità Inail. Anche Mazzara aveva riportato la frattura del setto nasale e avrebbe accusato il collega di averlo colpito e di aver reagito accecato dalla rabbia. Ora potrà far valere le proprie ragioni nel dibattimento, difeso dall’avvocato di fiducia Davide Bonanni. Il legale della parte offesa è Piero Casciaro del foro di Genova.

Massimo Benedetti