Arriva quota 103. Scatta con 62 anni d’età e 41 di contributi

Dal 2024, la Quota 103 permette il pensionamento a 62 anni con 41 anni di contributi, ma l'assegno sarà calcolato solo con il sistema contributivo fino al 1995. Inoltre, è stato introdotto un limite massimo e le finestre mobili ritarderanno il pensionamento di molti al 2025. Non ci sono cambiamenti per i dipendenti della scuola e di Afam. Per la pensione di vecchiaia, servono 67 anni di età e almeno 20 anni di contribuzione.

E’ valida dal 2024

Quota 103, che consente

il pensionamento a 62 anni con 41 anni di contributi. Rispetto però alle quote precedenti, l’assegno non viene calcolato con il sistema misto, ma solo contributivo, cioè con il sistema retributivo sulle anzianità acquisite fino al 31 dicembre 1995. In questo modo l’importo dell’assegno è molto più basso. Inoltre, è stato introdotto un limite massimo, che è di quattro volte la pensione minima. L’importo lordo mensile dell’assegno non può dunque superare i 2.394,44 euro lordi mensili, anziché i 2.840 euro del 2023.

Infine, sono state allungate le finestre mobili, che ritarderanno il pensionamento di molti al 2025. Chi matura i requisiti nel 2024, se dipendenti privati o autonomi, deve infatti attendere sette mesi per ottenere il primo assegno e non più tre, mentre per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni la finestra si allunga da 6 a 9 mesi.

Non cambia niente, invece, per i dipendenti della scuola e di Afam, l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica, perché per loro le uscite sono obbligatorie a inizio dell’anno scolastico, quindi il 1 settembre o il 1 novembre. Per la pensione di vecchiaia non ci sono novità: servono 67 anni di età ed almeno 20 anni di contribuzione per i lavoratori in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995, invece quelli che vanno in pensione con il sistema contributivo o gestione separata, devono avere sempre 67 anni di età e 20 anni di contributi a condizione che l’importo della pensione non risulti inferiore ad una volta il valore dell’assegno sociale, che nel 2024 sale a 534,41 euro dai precedenti 507,03.

mo.pi.