
Personale dell’Amp del Parco nazionale vigila sull’area marina tutelata
Cinque Terre, 30 luglio 2024 – I ricorsi si susseguono senza soluzione di continuità: in poche settimane ne sono arrivati una ventina, e non escluso che ne possano arrivare altri nei prossimi giorni. Sul disciplinare integrativo al regolamento dell’area marina protetta e sul bando per il rilascio delle autorizzazioni per l’attività di noleggio e locazione di unità da diporto, predisposti dal Parco nazionale delle Cinque terre, il rischio concreto è quello di un’ennesima guerra legale. Nelle scorse settimane, il Tar con un’ordinanza aveva accolto le richieste presentate da due imprenditori che, pur presentando regolarmente domanda per il rilascio dell’autorizzazione, non avevano sottoscritto il patto che prevede l’obbligo, nell’arco di un triennio, di dotare le proprie imbarcazioni con motori elettrici: un protocollo innovativo introdotto dal Parco con l’obiettivo di creare una vera e propria ztl marina dove non si potrà transitare con motori endotermici, ma che ha trovato l’opposizione di diversi imprenditori.
Più recenti, invece le due ordinanze con con cui lo stesso Tar ha obbligato il Parco a rilasciare a due imprenditori un’ autorizzazione provvisoria per l’esercizio fino alla fine dell’anno. I due imprenditori hanno impugnato il disciplinare integrativo 2024, che stabilisce che le autorizzazioni siano rilasciate a scorrimento della graduatoria approvata nel 2023 e, solo nel caso in cui non si raggiunga il numero massimo di 125 autorizzazioni, il rilascio di quelle ancora disponibili a fronte di nuove istanze secondo l’ordine cronologico di presentazione. I due imprenditori, che lo scorso anno non avevano ottenuto l’autorizzazione, hanno impugnato il regolamento che di fatto li tagliava fuori, con il Tar che in attesa dell’udienza di merito – fissata il 12 marzo 2025 – ha ritenuto "censurabile" la scelta del Parco "di non dare luogo ad una procedura ad evidenza pubblica ai fini del rilascio delle autorizzazioni valide per il 2024, in quanto determina un’indebita rendita di posizione in favore dei precedenti titolari di autorizzazione, a discapito di coloro che, come la ricorrente, non avevano presentato domanda di partecipazione alla procedura selettiva indetta per il 2023". Insomma, anche quest’anno la procedura rischia di trasformarsi in una giungla, col Parco che tuttavia ha intenzione di tirare dritto: dopo aver nominato la commissione chiamata a valutare le istanze, ieri c’è stata la prima riunione per vagliare le domande presentate.
Matteo Marcello