
Antenne, emissioni sotto la lente: "Verificare se rientrano nei limiti"
Una lettera ad Arpal e Asl per sollecitare una verifica sulle emissioni delle antenne installate nei pressi del parco comunale e nella zona indistriale di via Sant’Isidoro. È quanto messo nero su bianco a Follo dal sindaco Rita Mazzi, che alla luce dell’attivazione dei due impianti ha chiesto all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente di verificare se le emissioni delle due antenne siano in linea con la normativa di settore. Un tema, quello dell’installazione dei maxi dispositivi, che ha caratterizzato anche la recente campagna elettorale. "I due impianti risultano collaudati e attivati" scrive il sindaco nella missiva con cui chiede "con cortese sollecitudine" di attuare "le necessarie misure al fine di verificare se le emissioni elettromagnetiche dei due impianti rientrino nei limiti massimi fissati per legge; il tutto – è scritto nella lettera – in ragione degli impegni assunti dal sindaco nei confronti della propria cittadinanza". Come si evince dalla documentazione in possesso del municipio follese, sull’apparato di via San Martino negli ultimi mesi sarebbero state installate due antenne da parte degli operatori Fastweb e Vodafone, mentre per l’impianto di via Sant’Isidoro figurerebbe un dispositivo della Tim.
Sempre l’installazione delle mega antenne è stata al centro dell’ultimo consiglio comunale di Brugnato, dove l’ assise si è pronunciata a seguito delle pratiche per l’installazione delle antenne 5G arrivate nelle ultime settimane agli uffici comunali. Le due pratiche sono state sospese temporaneamente dall’ufficio tecnico comunale in attesa di capire la finalità delle nuove installazioni, ma nel frattempo il consiglio comunale ha espresso una posizione univoca, votando all’unanimità l’autorizzazione al sindaco Corrado Fabiani "ad attuare tutte le misure legali volte ad impedire l’implementazione sul territorio comunale della tecnologia denominata 5G a tutela della salute pubblica". Una posizione che, come si legge dalla delibera del consiglio brugnatese, è stata presa in virtù del fatto che "il danno sugli esseri viventi a causa delle onde elettromagnetiche più potenti potrebbe essere nocivo a detta di molteplici studi di settore", ma anche per "adottare le opportune misure volte a salvaguardare la salute pubblica in assenza di uno studio ufficiale sul pubblico rischio sanitario".
Matteo Marcello