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Andrea Cantadori nuovo prefetto di Spezia: sicurezza e prevenzione al centro del suo mandato

Andrea Cantadori, nuovo prefetto di Spezia, punta su sicurezza e prevenzione contro il consumo di sostanze stupefacenti.

Per il primo incontro con la città, Andrea Cantadori ha scelto una passeggiata solitaria nella notte attraversando le vie del centro. Per conoscere e vedere da vicino una parte della sua nuova realtà. Si è presentato così il nuovo prefetto di Spezia che da ieri ha sostituito nell’incarico Maria Luisa Inversini.

Cantadori, classe 1961, nativo di Mirandola, Modena. Laureato in Scienze politiche all’Università di Firenze ha lavorato per 30 anni a Roma all’ufficio coordinamento dell’ispettorato di amministrazione del ministero ed è stato viceprefetto a Milano. Spezia è la sua prima sede di incarico come prefetto. Una destinazione che lo riporta, con un pizzico di emozione, al passato. "Il desiderio di mio padre – ricorda – era trascorrere la pensione a Lerici, dove avevamo una casa di famiglia. Proprio per questo ricordo sono particolarmente felice di questa destinazione. Sono arrivato con tanto entusiasmo e felicità".

Nella sua prima giornata nell’ufficio di via Veneto ha incontrato i vertici delle forze dell’ordine per un summit che verrà naturalmente ripetuto con maggior programmazione nei prossimi giorni. "Ho avuto modo di verificare – ha spiegato – la ripresa della città anche dal punto di vista turistico e crocieristico. Questo comporta un aumento del livello di sicurezza che è già buono, ma può essere aumentato avvalendosi oltre che delle forze dell’ordine anche della polizia municipale. Anche questo tema sarà oggetto di confronto con il sindaco".

Ha speso parole di ringraziamento per il lavoro svolto da Inversini che da poco ha raggiunto il traguardo della pensione. "Ha svolto un ottimo lavoro e per questo la ringrazio. Nel poco tempo che ho trascorso in città ho già avuto modo di ascoltare diversi apprezzamenti sui progetti portati avanti in questi anni". E proprio in continuità con il lavoro precedente ha ritenuto estremamente valido il coinvolgimento delle associazioni. "È emerso il problema tragico del consumo di sostanze stupefacenti. Per questo va affrontato non soltanto con la repressione ma anche con la prevenzione, parlando con i ragazzi che sono i nostri figli, nipoti e amici. Poter arrivare ad azzerare i reati sarebbe un sogno ma è impossibile in qualsiasi punto del mondo. Però si deve lavorare per contrastarli".

La passeggiata nel centro gli è servita. "Ho voluto rendermi conto – ha concluso – del clima che si respira. Ci sono tanti locali, molti giovani e può capitare che qualcuno vada oltre. Per questo dobbiamo essere una presenza costante e organizzare iniziative congiunte per garantire a tutti, ospiti e residenti, piena tranquillità".