"Troppi cormorani, è un disastro. Divorano il pesce della laguna"

Orbetello, Federagripesca lancia l’allarme: "Mai così numerosi come ora"

"Troppi cormorani, è un disastro. Divorano il pesce della laguna"

"Troppi cormorani, è un disastro. Divorano il pesce della laguna"

ORBETELLO (Grosseto)

Il cerchio è chiuso. Dopo gli attacchi via terra (lo scorso anno c’è stata un’invasione di ragni senza precedenti) e via mare (il granchio blu sembra trovarsi a suo agio come fosse una specie autoctona), adesso la laguna di Orbetello deve difendersi anche dalle incursioni aeree che stanno arrivando sotto forma di cormorani affamati.

Molto affamati, per il delicato ecosistema dello specchio d’acqua maremmano che di certo non sentiva la necessità di altri ospiti indesiderati.

"L’ecosistema e le attività di pesca nella laguna di Orbetello – segnala con allarme Andrea Bartoli, vicepresidente di Fedagripesca Toscana – sono a serio rischio per la sovrappopolazione dei cormorani, che ormai regnano incontrastati. Il problema dei cormorani è un problema che da sempre affligge le lagune, non solo quella toscana, ma le regolamentazioni attuali impediscono di fatto l’equilibrio dell’ecosistema e il sovradimensionamento ha raggiunto livelli mai visti prima".

Le consueguenze? Una su tutte: dentro ai becchi dei cormorani finisce più pesce (pregiato, fra l’altro) che sui piatti. "Mangiano pesci (orate, spigole e muggini) ma anche le anguille, considerate specie protetta e per le quali i pescatori, con la legge del 2024 subiscono uno stop alla pesca per i primi sei mesi dell’anno e la situazione così non è equilibrata", dice ancora Bartoli.

"Come pescatori – chiude il vicepresidente – chiediamo un serio intervento da parte delle istituzioni, che da anni non affrontano il problema: l’attività di pesca nella laguna di Orbetello sostiene economicamente più di cento famiglie. È necessario un piano di abbattimento per questi uccelli".

E nel frattempo la laguna in questi giorni è tornata a riproporsi in versione "prato", ovvero in larga parte coperta dalle alghe (soprattutto nella zona di Levante).

Le alghe sono l’altro, grande nemico della salute di questo bacino dove l’altezza dell’acqua difficilmente supera il metro e mezzo in tutti i suoi quasi 27 chilometri quadrati di estensione.

Sul tipo di intervento preventivo da porre in essere, in realtà, non c’è neanche unanimità di pensiero fra gli esperti e forse qualcosa potrà migliorare non appena sarà costituito il Consorzio per la gestione della laguna che dovrebbe almeno mettere fine a provvedimenti tampone e dare inizio ad un programma strutturato.