REDAZIONE GROSSETO

Tentata rapina, furti e lesioni. Arrestata una coppia. Ad incastrarla le telecamere

Nello stesso giorno avevano cercato di rubare alcolici e generi alimentari in un supermercato. Scattato l’antitaccheggio i due erano riusciti a fuggire. Ora lui è in carcere, lei a domiciliari.

I Carabinieri del nucleo operativo di Grosseto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Grosseto su richiesta della Procura di Grosseto, a carico di due persone per le accuse di tentata rapina impropria, lesioni e furto. Si tratta di un uomo, un tunisino di 25 anni, Mohamed Jawher Jelliti e una donna, 33 anni, Letizia Niccolini, che due settimane fa avevano seminato scompiglio e preoccupazione in città. Il primo episodio contestato si riferisce ad una tentata rapina avvenuta all’interno di un negozio di casalinghi e oggetti per animali di Grosseto. La donna, mentre stava cercando di rubare, era stata sorpresa, da due dipendenti del negozio, che le avevano fatto notare chiaramente di aver visto la scena. Ma la donna, ormai scoperta, aveva reagito tirando fuori un taglierini minacciando di morte le due dipendenti, ed era riuscita a scappare abbandonando la refurtiva. All’esterno la attendeva il complice, con il quale è riuscita a scappare. Il secondo episodio si era registrato nello stesso giorno: i due erano entrati per rubare alcolici e generi alimentari in un supermercato. Lo schema adottato dalla coppia era stato lo stesso, ovvero lei era entrata mentre lo straniero attendeva a bordo della vettura, pronto alla fuga. Ma anche in questo caso la donna, durante il passaggio alle casse, aveva fatto scattare l’allarme antitaccheggio perché aveva nascosto nella borsa diversi oggetti. Ma i due erano riusciti ancora una volta ad allontanarsi, non senza però essere ripresi dalle telecamere interne del negozio. Le indagini dei Carabinieri si sono articolate proprio su questi elementi: sono state le immagini della videosorveglianza ad incastrare i due che prima sono stati denunciati e poi raggiunti dalla misura cautelare. Il giudice quindi, accogliendo la richiesta formulata dal Pm, ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’uomo (che è risultato non avere una fissa dimora) e gli arresti domiciliari per la donna.