Un'aula di tribunale (Foto d'archivio)
Un'aula di tribunale (Foto d'archivio)

Grosseto, 4 dicembre 2021 -  Si era auto-convinto di avere una relazione con una donna. Ma lei non lo sapeva. E le mandava messaggi in continuazione, a qualsiasi ora del giorno e della donna, tentando anche approcci sessuali contro la sua volontà. Ecco perchè la donna si era rivolta ai carabinieri per denunciare quello che le stava accadendo ormai da troppi mesi.

Una volta si presentò anche di fronte alla sua casa. Dopo la misura del divieto di avvicinamento, nei giorni scorsi l’uomo, originario di Manciano e che ha 63 anni, è stato rinviato a giudizio. Dovrò comparire infatti, difeso dall’avvocato Marco Fanti, di fronte al giudice Sergio Compagnucci. E’ accusato di stalking nei confronti della donna, assistita dall’avvocata Monica Bonomei che ha chiesto e ottenuto di essere ammessa come parte civile. Ma non solo: l’uomo dovrà rispondere anche di calunnia: l’uomo aveva denunciato la donna dicendo che gli  doveva dei soldi.

Ma era un’altra storia interamente inventata. Sempre tra qualche giorno un altro uomo, 39enne originario del Napoletano, dovrà comparire di fronte al giudice dopo essere stato rinviato a giudizio. L’uomo, difeso dall’avvocato Giovanni Ranucci di Viterbo, non voleva rassegnarsi alla separazione dalla sua ex moglie e per quasi due anni l’ha tormentata, seguendola ovunque andasse e tempestandola di telefonate e messaggi ad ogni ora del giorno e della notte. L’uomo era già gravato del divieto di avvicinamento e non può comunicare con lei. La donna, nel corso dei mesi, è stata costretta a cambiare le proprie abitudini: lui la seguiva ovunque, anche quando usciva da casa con parenti e amici e molto spesso la fotografava.