Proroga Superbonus. Confconsumatori avverte: "Attenzione alle sorprese. Denunciate le anomalie"

Moltissime sono state le segnalazioni ricevute da parte dei proprietari. Festelli: "Verificare gli effettivi obblighi previsti nei contratti stipulati".

Proroga Superbonus. Confconsumatori avverte: "Attenzione alle sorprese. Denunciate le anomalie"

Proroga Superbonus. Confconsumatori avverte: "Attenzione alle sorprese. Denunciate le anomalie"

Il Governo ha prorogato al 31 dicembre il termine per il completamento dei lavori rientranti nel Superbonus 110% su tutti gli edifici unifamiliari e assimilati (le cosiddette villette). Questi mesi sono una boccata d’ossigeno per tutti coloro che al 30 settembre dello scorso anno avevano già completato almeno il 30% dell’intervento complessivo, e che potranno ora contare su altro tempo prezioso per non vanificare gli sforzi fatti sinora. "Ma occorre fare attenzione ad alcuni aspetti importanti, per non rischiare di perdere questa nuova occasione – afferma Confconsumatori Grosseto –. Moltissime sono state le segnalazioni ricevute da parte dei proprietari che, dopo aver commissionato lavori di ristrutturazione per importi spesso molto ingenti e dopo aver firmato montagne di carte, contratti e anche qualche Sal (stato di avanzamento dei lavori), hanno visto le imprese appaltatrici iniziare le attività, scontare le fatture e poi disinteressarsi completamente e, in alcuni casi, addirittura abbandonare del tutto il cantiere".

L’ulteriore tempo concesso da questa proroga è senza dubbio importante, ma potrebbe non bastare per tutti. "Alcuni dei nostri assistiti – spiegano gli avvocati Antonio Pinto e Alberto Sgaramella di Confconsumatori – hanno contrattualizzato i lavori di ristrutturazione nel 2022 e a settembre dello stesso anno l’impresa ha emesso il primo Sal per l’importo del 30% (come previsto per legge). Ad oggi, però, i lavori si sono bloccati e l’assenza di un’effettiva ripresa, soprattutto dopo la pausa estiva, mette seriamente a rischio la possibilità di completare l’opera appaltata".

"In questi casi, ci sono alcune buone pratiche da mettere subito in campo – proseguono – come ad esempio controllare i Sal emessi dall’impresa per verificare che ci sia esatta corrispondenza tra i lavori certificati e quelli effettivamente eseguiti. Un secondo accorgimento è senz’altro quello di non confidare eccessivamente nella buona volontà dell’impresa appaltatrice e di diffidarla formalmente alla ripresa dei lavori e al completamento delle opere nei termini pattuiti". Un’azione chiara e tempestiva è quindi indispensabile per tutelare al meglio il proprietario. Ovviamente, qualora le trattative non dovessero portare a una concreta soluzione, sarà necessario agire subito giudizialmente nei confronti dell’impresa e, nel caso, anche del direttore dei lavori, ad esempio con una procedura di Accertamento tecnico preventivo.

"In ogni caso – prosegue Confconsumatori – per tutelare il committente in modo efficace sia nei confronti dell’impresa sia eventualmente del Fisco è fondamentale contestare subito le situazioni di grave ritardo o di inadempienza e fare ricorso al Tribunale affinché un tecnico cristallizzi la situazione sul cantiere prima della scadenza di dicembre. Un secondo problema è che alcune imprese stanno tentando surrettiziamente di ribaltare sui clienti i costi degli oneri finanziari che le banche che acquistano i crediti impongono loro. Sta infatti accadendo, a volte, che gli istituti finanziari che ancora acquistano i crediti facciano pagare una commissione" in percentuale anche fino al 15%". Il presidente di Confconsumatori Marco Festelli invita quindi i cittadini che stanno subendo queste condotte poco corrette a "denunciare e rivolgersi alle sedi di Confconsumatori per verificare gli effettivi obblighi previsti nei contratti stipulati con le imprese in modo da predisporre iniziative a tutela dei propri diritti su questo tema così delicato".