
Andrea Biondi, direttore provinciale di Confesercenti
Se i flussi turistici del 2024 sono ancora tutti da valutare, quelli del 2023 invece sono ufficiali. Numeri interessanti emergono dall’elaborazione della Camera di commercio. Sia che si parli di arrivi che di presenze i numeri sono con il segno più (1,3 milioni di arrivi e 5,8 milioni di presenze). Sviscerando i numeri emerge però un dato schiacciante e cioè che su 5,8 milioni di presenze ben 4,3 milioni sono state registrate dalle strutture extralbeghirere. Di AirBnB, casa vacanze e più i generale di ricettività diffusa ne ha parlato Confesercenti e lo ha fatto partendo da un dato nazionale: tra il 2014 ed il 2024 le imprese attive come case vacanze, affittacamere e b&b sono aumentate del 147%, raggiungendo le 34.975 unità. Sempre a livello nazionale il fenomeno è particolarmente forte nelle grandi città, cioè nei comuni con oltre 250mila abitanti. Case vacanze, affitti brevi e b&b crescono anche nelle località con una popolazione compresa tra 5 e 15mila abitanti (+136%) e nei micro-comuni con meno di 5mila residenti (+80%). In queste ultime due fasce di popolazione sono compresi la maggior parte dei comuni maremmani, quelli dell’entroterra e quelli dove lo spopolamento ha portato molte abitazioni ad essere disabitate. Questi numeri aiutano a capire che le attività di ricettività diffusa sono la tipologia di impresa turistica che registra un’importante crescita. Un risultato in netta controtendenza con quello delle imprese di vicinato che offrono servizi essenziali, che nello stesso periodo si riducono fortemente.
"Complessivamente, una tripla metamorfosi per i nostri centri urbani: gli appartamenti diventano attività ricettive, i negozi ed i servizi essenziali spariscono e il commercio si dematerializza. – commenta Andrea Biondi, direttore provinciale di Confesercenti –. Un fenomeno che va monitorato con attenzione: la deregolamentazione di fatto in cui si è sviluppato il mercato degli affitti brevi anche in Maremma ha già portato a segnali di squilibrio, favorendo le non-imprese e rendendo maggiormente difficile nelle località di mare accogliere nuovi abitanti e sostituendo le residenze con appartamenti chiusi in inverno e pronti ad accogliere turisti in estate. Un processo che contribuisce a rendere meno sostenibili le imprese del commercio di vicinato". Per Biondi il rischio è di trasformare le nostre località turistiche in gusci vuoti, privi di servizi per chi vi abita tutto l’anno. Per Sasha Naldi, presidente del coordinamento dei comuni dell’Amiata grossetana di Confesercenti "vale la pena sottolineare che per quanto nelle grandi città d’arte o nelle destinazioni turistiche della costa, la diffusione dell’ospitalità non imprenditoriale delle seconde case rappresenta un’emergenza negativa, nei piccoli centri, regolamentata e messa a sistema, può rappresentare un elemento di coesione, per tenere insieme il sistema commercio e per avviare progetti di ripopolamento".
Nicola Ciuffoletti