NICOLA CIUFFOLETTI
Cronaca

Legge sull’aborto, polemica sulle parole del sindaco. "Ascoltare il cuore? Una crudeltà"

"Grosseto Città Aperta" e l’Unione comunal e del Pd criticano Vivarelli Colonna per la sua posizione a favore

Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha sottoscritto la proposta di legge di iniziativa popolare per la modifica della legge sull’aborto

Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha sottoscritto la proposta di legge di iniziativa popolare per la modifica della legge sull’aborto

Grosseto, 16 ottobre 2023 – «Il sindaco di Grosseto vuole che le donne che decidono di abortire siano obbligate per legge ad ascoltare il battito cardiaco del loro feto. Una proposta di una gravità inaudita, che pretende di introdurre una vera e propria forma di violenza nei confronti di quante già si trovano ad affrontare una condizione di grande difficoltà, trattandole oltretutto come soggetti inconsapevoli da sottoporre ad un trattamento che si immagina capace di ‘correggerle’ e riportarle sulla ‘retta via’". E’ quanto dicono i consiglieri comunali di opposizione della lista "Grosseto Città Aperta" secondo i quali, poi, "ancor più grave è il fatto che a dare manforte al sindaco sia intervenuta la presidente della commissione Pari opportunità, Carla Minacci, incurante del ruolo ricoperto che dovrebbe indurla a maggior rispetto non solo verso le donne, ma anche nei riguardi della pluralità di idee propria della commissione che presiede".

Continua dunque la polemica nata in seguito alla decisione del sindaco di sottoscrivere la proposta di legge d’iniziativa popolare, una proposta – secondo i consiglieri di opposizione – "promossa da associazioni che da anni lavorano per depotenziare la legge 194 affinché sia sempre più difficoltoso per le donne l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, con l’obiettivo finale di cancellare il diritto all’aborto riportandoci indietro di mezzo secolo".

"L’idea che una donna che accede all’interruzione volontaria di gravidanza, per ragioni e motivi che nessuno può sondare e dei quali non deve rendere conto se non a se stessa ed eventualmente al proprio partner debba essere obbligata a questo trattamento è qualcosa di una crudeltà inaudita – dicono poi dalla Segreteria dell’Unione comunale del Pd –. La nostra opposizione resta netta, su questo tema cruciale come su molti altri, e l’invito al sindaco sempre lo stesso: pensi piuttosto a risollevare le sorti di una città che scivola verso il basso in qualsiasi classifica e di una comunità smarrita che chiede risposte e interventi concreti su più fronti (sicurezza, lavoro, impresa, sociale), invece che entrare in maniera scomposta e ipocrita nel dibattito sui diritti delle donne. Pensi piuttosto, come amministratore, a sostenere quelle donne e quei nuclei famigliari che, dopo aver messo al mondo un bambino, non hanno alcun supporto e non hanno accesso ai servizi educativi".