Tassista aggredito, la visita di Nardella: "Alle Cascine serve un presidio h24"

Il sindaco torna a chiedere al Governo 200 agenti in più: "Nonostante le promesse, non ci sono ancora stati inviati"

Firenze, 1 febbraio 2024 - Il sindaco Dario Nardella e l’assessore allo sviluppo economico Giovanni Bettarini hanno fatto visita alla sede della cooperativa 4390 di cui fa parte il tassista aggredito ieri notte. “Siamo vicini al signor Gianni e ai suoi colleghi per questo fatto grave - dichiara Nardella - e abbiamo condiviso con loro la necessità di avere più presidio di forze dell’ordine nella città, soprattutto di notte. Torniamo a chiedere con forza i 200 agenti in più di forze dell’ordine che il Governo ancora non ha inviato, nonostante le promesse”.

Nardella con il presidente del 4390 Giudici e Gianni, il tassista aggredito
Nardella con il presidente del 4390 Giudici e Gianni, il tassista aggredito

“In più - aggiunge Nardella - riteniamo a questo punto necessario un presidio fisso di forze dell’ordine alle Cascine h24 garantito da polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale. Evidentemente le azioni poste in essere fino ad ora, nonostante l’impegno apprezzabile delle forze dell’ordine e della polizia municipale, non sono bastate ad evitare quello che è successo la scorsa notte”.

Gianni, il tassista aggredito, ha raccontato per filo e per segno cosa è accaduto all'alba di mercoledì: "Stavo tornando a casa quando un ragazzo di colore mi ha fermato come se volesse un passaggio, in realtà voleva rapinarmi. Ho avuto paura, si è attaccato al finestrino e io spaventato ho provato a dare gas, ad allontanarmi. Ma lui niente, era inchiodato al mio finestrino. Allora ho rallentato perché speravo che scendesse ma lui ha cominciato a tirarmi botte, pugni in faccia e io ho perso il controllo della macchina e sono finito contro un lampione".

Nonostante lo spavento ieri pomeriggio è sceso in piazza, sotto Palazzo Vecchio, con i suoi colleghi per chiedere più sicurezza.  "Ero dentro il veicolo distrutto quando ho visto altri due uomini di colore che correvano verso di me – riprende il racconto -. Uno ha cercato di togliermi il telefono mentre l'altro mi puntava il coltello contro. Per fortuna è arrivato un collega e loro sono scappati. Sono vivo grazie a lui".

Claudio Giudici, presidente 4390, a proposito dell'aggressione è chiaro: "E' evidente, alle Cascine c'è un problema sicurezza, ma non è purtroppo di immediata soluzione e non è locale. Si deve guardare ben più alto, a chi ha a che fare con le politiche di accoglienza indiscriminate. Non è un pregiudizio razziale o etnico. Semplicemente le persone non possono stare senza lavorare. Chi non lavora e non guadagna delinque e ciò porta i cittadini ad avere paura e, questo sì, a generare forme di razzismo. Alla Cascine, nello specifico, c'è bisogno di un presidio costante di cui si dovrebbe far carico probabilmente anche il governo nazionale". Poi sottolinea: "Il nostro collega è stato fortunato e non sarebbe qui a raccontarci i fatti se non fosse sopraggiunto nel frattempo un altro collega, inducendo alla fuga i balordi".

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