L’occasione del centravanti angolano. Un gol ogni 500 minuti e il feeling da trovare. Dai M’Bala, tocca a te

M'Bala Nzola, arrivato a Firenze con ambizioni diverse, ha una nuova occasione per dimostrare il suo valore in Coppa Italia. Dovrà segnare per evitare l'ennesima bocciatura e conquistare la fiducia della piazza. Una sfida difficile, ma il campo non mente mai.

Un gol ogni 500 minuti e il feeling da trovare. Dai M’Bala, tocca a te
Un gol ogni 500 minuti e il feeling da trovare. Dai M’Bala, tocca a te

M’Bala Nzola difficilmente se lo sarebbe immaginato. Giocarsi una chance di credibilità in un ottavo di Coppa Italia. È arrivato a Firenze con ambizioni diverse. Quelle di essere il centravanti titolare della Fiorentina, forte di un legame profondo con Vincenzo Italiano, che lo zampino per farlo arrivare in viola ce lo ha messo eccome. M’Bala le sue occasioni le ha avute. Diciannove le presenze stagionali, poco più di 1.000 minuti in campo. Gol pochi, un paio. Il conto della serva è facile: per segnare una rete gli ci vogliono circa 500 minuti. Per il centravanti della Fiorentina sono numeri inaccettabili, lontani da quelli auspicati. Nessuna squadra che lotta per l’Europa e per vincere un trofeo internazionale può permettersi un attaccante così poco prolifico. Il discorso tocca di sfuggita anche Beltran, che però dalla sua ha un percorso che pare in crescita e l’alibi di doversi abituare a un calcio diverso.

Nzola conosce bene il calcio italiano. E anche meglio quello di Italiano. Le aspettative sono nate così. Automatiche per quel che i due hanno fatto insieme in passato. Invece stasera scenderà in campo (molto probabilmente) con un macigno sulle spalle. Con la pressione di dover segnare a tutti i costi per evitare l’ennesima bocciatura. Le spalle larghe (fisicamente) ce le ha, ma una piazza come Firenze sa essere anche crudele con chi non riesce a esprimersi al meglio in campo. Questione di feeling ancora non nato con l’attaccante. Che la settimana scorsa ha preso anche una strigliata pubblica da Italiano dopo la partita contro il Genk. "Se le reazioni non arrivano, bisogna stimolarle. I ragazzi sanno come si guadagnano minuti e presenze: so che qualcuno potrà essere imbronciato perché non ha giocato, ma se da domani pedala e me lo fa vedere, finisce qua". Risultato, panchina anche contro la Salernitana e spiccioli giocati di fatto a partita finita (sul 3-0), quando la squadra ormai aveva impostato il pilota automatico per spendere meno energie possibili. Ci ha provato, lasciare il segno era difficile. Stasera una nuova occasione. Che sicuramente qualche mese fa non immaginava di dover sfruttare. Ma il campo non mente mai.

Alessandro Latini

è arrivata su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro

Continua a leggere tutte le notizie di sport su