Riccardo Galli
Fiorentina

Viola all’esame del Toro. Idee, gioco e risultato: oggi Pioli vuole tutto. La domenica dell’orgoglio

Tornano gli undici ’titolarissimi’ rispetto alla Conference. Piccoli vede il debutto

Albert Gudmundsson è chiamato a portare qualità e belle giocate: Pioli lo vuole protagonista nel match di stasera a Torino, nella seconda sfida di campionato

Albert Gudmundsson è chiamato a portare qualità e belle giocate: Pioli lo vuole protagonista nel match di stasera a Torino, nella seconda sfida di campionato

Firenze, 31 agosto 2025 – Altra trasferta, altro esame. E oggi, a casa del Torino, la Fiorentina chiuderà il suo primo mini-ciclo stagionale. Quello delle quattro gare lontano del Franchi, chiuso per lavori in corso, quello segnato dal debutto in campionato e dal playoff della Conference.

Eccoci così alla sfida con i granata del… tifoso viola sulla panchina, ovvero Baroni. Sfida a quei granata che, lunedì scorso, hanno acceso il motore del loro campionato con la scoppola (5-0) accusata contro l’Inter.

Presupposti questi, per sottolineare che per la Fiorentina non sarà esattamente una domenica facile da interpretare e visto come sono andate le cose prima Cagliari e poi a Reggio Emilia contro il Polissya, ovvero squadra imballata per circa un’ora di gioco e con il sacchetto delle idee mezzo vuoto, è lecito, logico e diciamo pure obbligatorio aspettarsi che oggi i viola approccino la sfida con il Toro con un cliché decisamente diverso.

Così, aldilà del modulo tattico e dai concetti come il ritorno di un Kean esaltato dal rinnovo del contratto e dopo l’assenza in Conference, e andando anche oltre il debutto del nuovo attaccante, Piccoli, e della giostra in difesa con Pongracic sempre più inamovibile e le chance di riscatto di Ranieri, andando, dunque, oltre tutto questo, quello che la Fiorentina è chiamata a fare al meglio a Torino, è una crescita netta e rassicurante sul piano della personalità, dell’interpretazione della partita. E di conseguenza farsi vedere viva nel gioco e in tutto quello che le serve e servirà per lanciarsi nella stagione nella direzione giusta.

Gli errori e la sofferenza nell’ora di gioco del ritorno del playoff di Conference sono stati argomento di critica e di discussione. All’esterno e all’interno della squadra. Pioli sa bene che il valore esprimibile dalla sua squadra è ben altra cosa delle due salite accusate a Cagliari e a Reggio. Detto questo, la teoria dell’analisi, diciamo pure dell’autocritica, ora deve trasformarsi nella concretezza della realtà. Quella sul campo, quella che può aiutare la Fiorentina a ottenere il massimo contro il Torino. Già, il Toro.

Buone individualità, attacco pungente e motivato (leggi al capitolo Simeone), necessità di riscatto immediato e le idee di Baroni che nel mondo del pallone ha sempre saputo inventarsi soluzioni tattiche capaci di mettere all’angolo qualsiasi tipo di avversario. La Fiorentina dovrà così essere brava a fare subito la voce grossa, a mettersi alla guida della partita, a girare nella direzione voluta da Pioli e trasformare la qualità dei suoi uomini chiave (Kean, Gud, Fagioli, Gosens, Dodo) nel valore aggiunto che finisca per fare la differenza con il Torino.