
La gioia di Ranieri dopo il gol
Reggio Emilia, 28 agosto 2025 – De Gea 5,5 - Pasticciaccio (in compartecipazione) in avvio che spiana la strada al gol del vantaggio, mentre non può nulla sull’eurogol di Andriyevskiy. Usa i pugni sempre sulla punta ucraina nella ripresa per togliersi dagli impicci.
Comuzzo 4,5 - Troppo semplicistico dire ‘ha la testa altrove’, ma la sensazione è stata proprio questa nell’occasione del gol (incomprensione con un non impeccabile De Gea) che ha spalancato le porte di una serata vissuta pericolosamente. Certe cifre possono far perdere la bussola: comprensibile soprattutto per un ragazzo così giovane anche se maturo come lui. Dal 64’ Pongracic 6 - Entra con personalità.
Marì 5 - Dal primo minuto dopo le difficoltà di Cagliari. Dalle sue parti non ci sono troppi guizzi degli avversari, ma questo non lo aiuta perché da una sua respinta non incisiva nasce l’eurogol Andriyevskiy. Qualche sbavatura ancora prima di una ripresa un po’ meglio.
Viti 6 - Prestazione ordinata nella sua prima da titolare in maglia viola. Va sempre sul concreto senza lasciare spazio a fronzoli inutili. Qualche provvidenziale chiusura toglie dagli impicci la retroguardia viola. Dall’84’ Ranieri 6,5 - Mai sottovalutare l’orgoglio di un capitano. Entra nel finale e trova il tempo di segnare il pareggio ed essere decisivo nel 3-3 finale. L’abbraccio con Pioli dice praticamente tutto.
Dodo 6,5 - Non manca la consueta dose di agonismo che non è coniugato a precisione nei suggerimenti e negli scatti. Lascia qualcosa per la strada, soprattutto quando deve impostare. Ha il merito di sbloccarla e questo cambia la valutazione.
Mandragora 5,5 - Non è una prestazione che ti resta negli occhi, perché il suo è sempre e comunque un lavoro sporco e che, come si dice, ’qualcuno deve pur fare’. Non arrivano idee, ma non è questo il suo mestiere. Dal 64' Sohm 6 - Se l’idea è quella di dare protezione missione compiuta. Ma in fase di costruzione restano poche tracce.
Fagioli 6 - Prova a prendere in mano la manovra viola, senza dare riferimenti. I risultati, almeno nel primo tempo, sono modesti nonostante le idee. Complice anche la confusione in mezzo al campo. Meglio nella ripresa.
Parisi 5 - Soffre Talles Costa che lo mette spesso in difficoltà, come nell’occasione del raddoppio degli ucraini. Non riesce a spingere e tenere bassi gli avversari. Un momento difficile per il cursore. Dal 46' Gosens 7 - Imprescindibile. Entra di prepotenza nelle azioni dei due gol viola, fornendo due assist che tolgono dagli imbarazzi e riequilibrano il punteggio di una gara che era iniziata malissimo. Bisognerà inaugurare un nuovo tormentone: altro che vice Kean, c’è bisogno di un vice Gosens. Il tedesco è l’anima silenziosa al servizio della squadra che alle parole preferisce l’esempio e la squadra gli va dietro con convinzione.
Fazzini 6,5 - Quando ha il pallone tra i piedi hai quella sensazione di curiosità nel leggere quale possa essere la scelta. Il dialogo con Fagioli funziona a corrente alternata e non sempre per colpa sua. Nella ripresa una discesa come Stenmark meriterebbe maggior fortuna rispetto al palo centrato in pieno. Nella ripresa, da suggeritore ha dato il suo meglio e forse questa è una soluzione da esplorare anche in futuro.
Ndour 5 - Dovrebbe avere più coraggio nel cercare l'uno contro uno, fidandosi delle sue qualità. E invece sceglie la prudenza, forse anche condizionato dalla gara che si mette subito in salita. Anche per questo resta negli spogliatoio a metà partita, come contro il Cagliari. Momento di difficoltà da superare al più presto. Dal 46' Gudmundsson 6 - Come a Cagliari. Va a corrente alternata, ma qualcosa meglio. Partecipa all'azione del gol smarcando Gosens per il traversone vincente
Dzeko 6 - Il centravanti di mestiere non è velocissimo e gioca sulle intuizioni che sono da vecchia volpe, come nella zampata finale che vale il successo. Nel mezzo una gara di sofferenza che di fatto lui gestisce da consumato protagonista.
All. Pioli 6 - Si tiene stretto la qualificazione, perché era quello che serviva. Ma si tiene ben impressa anche la difficoltà del primo tempo che devono essere metabolizzate. Nella ripresa con gli ingressi soprattutto di Gosens danno la svolta. Ma anche la posizione di Fazzini che da suggeritore ha dato il suo meglio.
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