Olga Mugnaini
Cultura e spettacoli

Premio Marzio Cecchi, ecco i vincitori

Il concorso in ricordo del celebre designer fiorentino

I partecipanti al concorso con al centro Pola Margherita Cecchi e a fianco Guido De Barros e Caterina Ceccuti

I partecipanti al concorso con al centro Pola Margherita Cecchi e a fianco Guido De Barros e Caterina Ceccuti

Firenze, 3 marzo 2024 – Geniale e innovativo fin dagli anni Sessanta, il fiorentino Marzio Cecchi è stato architetto ma soprattutto designer celebre in tutto il mondo, tanto che il suo stile continua ad essere fonte di ispirazione per gli studenti e i professionisti di oggi. Richiami alla sua cifra dei suoi arredi si ritrovano non a caso anche nei lavori dei partecipanti al concorso che porta il suo nome, organizzato dalla sorella e stilista Pola Margherita Cecchi, per ricordare la scomparsa di Marzio, avvenuta a New York nel 1990.

Sabato sera a Palazzo Spiga è avvenuta infatti la premiazione dei vincitori della seconda edizione del Premio Marzio Cecchi, con undici candidati provenienti dalle più qualificate e importanti università e scuole di design d’Italia. Il primo premio è andato al progetto di Erika Nonis del Politecnico di Milano, il secondo ad Abel Borsonaro dell'Università di Enna e il terzo a Mattia Mattuzzi dell'Università di Venezia, in base al voto della giuria composta da Pola Margherita Cecchi, Massimo Ruffilli, Emanuele Masiello, M.Antonietta Esposito, Maurizio Mancianti, Laura Bati e Tiziana Trillo, a cui si è aggiunto il voto della «giuria popolare« degli invitati. Ma la serata promossa dalla stilista Cecchi ha avuto anche un'altra finalità: è stata l'occasione per una raccolta fondi in favore della Fondazione Voa Voa Aps Amici di Sofia, che sta portando avanti il progetto pilota per lo screening neonatale della leucodistrofia metacromatica, la Mld, la stessa malattia degenerativa che è costata la vita a Sofia. Come spiegato da Caterina Ceccuti e Guido De Barros, genitori della piccola e fondatori dell'associazione Voa Voa, l'Mdl è una patologia invisibile quanto terribile, che ma se diagnosticata in tempo consente di guarire. Da qui il progetto di screening «Gocce di speranza« in collaborazione con Regione Toscana e Ospedale Meyer. Info [email protected] e [email protected]

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