Tanti i cartelli per esprimere tutta la propria rabbia
Tanti i cartelli per esprimere tutta la propria rabbia

Firenze, 29 maggio 2017 - «Stai zitta, sennò ti ammazzo. Capito? Nessuno può dirmi cosa posso o non posso fare». Per spiegare meglio il concetto ha anche simulato il gesto. Ghissu, iraniana di origine, non ce la fa più. La sua unica colpa è stata quella di chiedere all’uomo di spostare la sua merce. E’ la quinta volta che viene minacciata di morte da uno dei tanti venditori abusivi che tengono in ostaggio tutto il quartiere di San Lorenzo, ormai soffocato da una situazione che va avanti da anni, e a cui nonostante le promesse sembra impossibile trovare una soluzione. Tutto è cominciato come una delle solite liti tra commercianti, che giustamente pretendono di poter lavorare, e abusivi che fanno da muro alle attività alle spalle. Quando il venditore non autorizzato si è sentito dire di spostare il proprio cartone, anziché assecondare la richiesta della donna, ha tirato fuori i muscoli: «Io resto qui, tu stai attenta. Se dici un’altra parola ti ammazzo. Ti aspetto stasera e ti faccio vedere io... Ti accoltello, anzi le mani le faccio sporcare a qualcun altro».

La baraonda ha catturato l’attenzione di altri commercianti. Tra cui Jessica, la titolare di un negozio di abbigliamento, che si è avvicinata per dare sostegno alla collega. Il venditore non ha risparmiato nemmeno lei: «Vai via, altrimenti tocca pure a te» ha detto. Ghissu non si è lasciata intimidire. Anziché indietreggiare ha preso il telefono e chiamato la polizia che ha poi identificato l’uomo. Ma nemmeno il possibile arrivo delle forze dell’ordine ha distolto il fuorilegge. Anzi. L’uomo ha continuato a ripetere «Chiama, tanto non mi fanno niente». Senza nessuno scrupolo e nessuna considerazione. «Così non viviamo più – prosegue Ghissu –, la domenica spesso sono costretta a chiudere perché tanto mi impedirebbero di lavorare. Che qualcuno si assuma le proprie responsabilità, non si può aspettare che scappi il morto...».

Gli abusivi sono un esercito. Li trovi ovunque e in qualunque momento. Vendono e svendono di tutto. Per carità, i controlli della municipale sono frequenti, come dimostrano i dati dei sequestri, ma il fenomeno ha raggiunto dimensioni impressionanti: fermare l’illegalità è un po’ come cercare di svuotare l’oceano con un secchiello. Chi vive e lavora tra via dell’Ariento e via Sant’Antonino lo sa bene. «Perché non è ancora stato messo un presidio fisso?» attacca Aldo Cursano, il portavoce degli storici. «Tutti i comitati e i residenti di San Lorenzo lo stanno chiedendo da anni – dice –. Perché di fronte a ripetute minacce non si interviene efficacemente? Si aspetta la coltellata? Noi non ci abitueremo mai a questa illegalità e continueremo a difendere le nostre strade».