Vade retro caro vecchio diario. Scrivere i compiti? Troppa fatica: "Ridateci il registro elettronico"

Protesta alla Barsanti di studenti e genitori: "Siamo nativi digitali". Ma il problema è più profondo

Vade retro caro vecchio diario. Scrivere i compiti? Troppa fatica: "Ridateci il registro elettronico"

Vade retro caro vecchio diario. Scrivere i compiti? Troppa fatica: "Ridateci il registro elettronico"

Scrivere i compiti sul diario? "Macchè, è scomodo e faticoso. Vogliamo che vengano di nuovo scritti sul registro elettronico. Noi siamo la generazione del digitale". Ieri mattina sit-in di studenti, prof e genitori davanti alla secondaria di primo grado Barsanti. Il comprensivo sta portando avanti un originale progetto, che consiste nel far tornare i ragazzi al caro vecchio diario. ClasseViva mantiene tutte le sue funzionalità, dai voti alle comunicazioni per la famiglia. Ma i compiti vengono dettati in classe. Dopo un mese di sperimentazione, il consiglio d’istituto a maggioranza ha deciso di proseguire così fino a giugno. Ma molti ragazzi, genitori e prof non apprezzano.

Di qui la protesta, con fischietti, tamburi e qualche striscione. Ma possibile che il momentaneo ritorno al diario cartaceo abbia creato tutti questi problemi? "E’ così - dicono alcune mamme -. Alla fine, i ragazzi stanno al cellulare più di prima. Non c’è verso: le generazioni sono cambiate e indietro non si torna. Una parte degli studenti non scrive i compiti sul diario. Ha il rifiuto. Così, il pomeriggio la chat di classe è rovente, tra chi ha scritto una cosa e chi un’altra".

Non solo. "Tutto ormai passa dal digitale - osserva una mamma -. Se si torna al vecchio diario, allora ricominciamo a fare le ricerche sulle enciclopedie e non su Google...". Alcuni genitori lamentano anche il fatto che adesso non riescono più a controllare i figlioli. "Prima capivo quanto aveva da studiare mia figlia. Ora è buio completo". Che aggiunge: "Ci sono ragazzi che fotografano il registro cartaceo. Poi rimbalza tutto in chat. Un caos immane. Il registro elettronico è comodo e chiaro". Pensare che la scuola vuole spronare gli studenti a recuperare competenze che, è ormai chiaro, si stanno perdendo. La difficoltà di molti alunni di appuntare i compiti fa senza dubbio pensare. "Sapevo che molti non gradiscono la novità - sospira il dirigente, Marco Menicatti (nella foto con il suo vice) -. So di insegnanti che non riescono a farsi ascoltare mentre dettano i compiti. Ad ogni modo, se la protesta parte dai ragazzi mi piace. È sintomo di scuola viva. Se invece dietro ci sono i genitori… Beh, perde di spontaneità. Ricordo però che la decisione non è mia, ma presa democraticamente dal consiglio d’istituto per il bene dei ragazzi, che a scuola devono imparare. Anche a tenere il diario. Nella vita incontreranno tante difficoltà. Non alla strada sempre spianata".

Elettra Gullè

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