Tiziano Renzi (Visintini/New Press Photo)
Tiziano Renzi (Visintini/New Press Photo)

Firenze, 1 marzo 2019 - Tiziano Renzi non segue del tutto i consigli degli avvocati ("ci chiedono di aspettare il processo per difenderci in aula, ma è anche vero che nei fatti i media ci processano ogni giorno e noi non abbiamo diritto di parola") e dopo la decisione del gip di non revocare la misura degli arresti domiciliari per lui e per sua moglie fa un lungo post su Facebook per spiegare le sue ragioni.

Ai genitori di Matteo Renzi vengono contestate dall'accusa fatture false e gonfiate per circa 250mila euro. Nel post su Facebook, Tiziano Renzi risponde sui vari punti delle accuse ("la nostra azienda di famiglia - Eventi6 - non ha mai avuto nessun problema con bancarotte o false fatture o lavori in nero. Mai. Chi dice il contrario mente e ne risponderà civilmente e penalmente") e definisce la situazione mediatica che sta vivendo con sua moglie "un incubo allucinante".

"Mi dicono: confessa e ti faranno uscire _scrive nel post_  Non posso confessare ciò che non ho fatto. Non abbiamo commesso i fatti per i quali siamo privati della libertà. Lotteremo con tutte le forze per difendere la dignità e l'onore di due persone che in 35 anni di carriera non hanno mai avuto fallimenti, bancarotte e lavori in nero. Sto per arrivare a 70 anni: non pensavo di passare in tribunale la mia vecchiaia ma lo farò a testa alta perché io conosco la verità", aggiunge. Per poi concludere: "Nei prossimi giorni illustrerò qui punto punto le ragioni per le quali l’accusa che ci viene fatta è assurda. Ci difendiamo in tribunale, certo. Ma se dobbiamo essere massacrati ogni giorno sui media, ci difenderemo anche qui. Dico grazie a chi ci sta sostenendo con la preghiera: chi ci conosce sa che per noi è un sostegno prezioso".