Francesco Marinari e Rossella Conte, che hanno realizzato l'inchiesta sul dating online
Francesco Marinari e Rossella Conte, che hanno realizzato l'inchiesta sul dating online

Firenze, 19 febbraio 2020 - In principio furono le agenzie matrimoniali. Sembra passato un secolo, eppure esistono ancora. Quegli uffici in cui chi cerca l'anima gemella porta una propria descrizione. L'agenzia a quel punto propone possibli candidate o candidati con cui uscire. Nel 2020 il tempo da dedicare alla ricerca della propria metà è sempre meno.

Ed è allo smartphone, manco a dirlo, che deleghiamo un momento della nostra vita che può essere decisivo: incontrare la propria dolce metà, incontrare la persona con la quale condividere magari solo una sera ma forse, la speranza è l'ultima a morire, anche tutta una vita. Abbiamo provato, geolocalizzandoci su Firenze, a stare per 24 ore sulle principali app di dating online.

App che non hanno bisogno di presentazioni e che fatturano nel mondo cifre a nove zeri. Tinder, la più conosciuta, quella nella quale solo se due profili si piacciono reciprocamente possono iniziare a parlare, ha avuto nel 2019 ricavi per 233 milioni di dollari (alcune funzioni sono gratuite, ma per usarla in maniera illimitata, serve un abbonamento e quello base parte da circa 7 euro al mese).

E' l'app che ha guadagnato di più tra quelle che non rientrano nella categoria videogames, che hanno una classifica a parte. Terminate le nostre 24 ore sulle app di dating, ci siamo fatti delle domande a cui abbiamo tentato di dare risposte. Eccole. 

Qual è il punto di forza delle app di dating?

Rossella: incontrare persone, uscire con qualcuno, cambiare giro non è mai stato così facile come al giorno di oggi. Basta fare un salto nei vasi supermercati delle applicazioni per trovare di tutto e di più. Dal servizio per ritrovare la persona appena incrociata per strada a quello per conoscere qualcuno in base alle proprie preferenze, in termini di età, sesso, abitazione, lavoro e motivazioni.

Francesco: conoscere chi nella vita reale non avremmo mai avuto modo di incontrare. E' questo uno dei punti di forza. Se si è curiosi della vita in generale, se si è curiosi dell'altro sesso senza necessariamente puntare a una serata trasgressiva, questo è il posto giusto. L'altra caratteristica apprezzabile è la velocità con cui si possono scorrere in poco tempo molti profili. E' vero, si scorrono foto in maniera distratta come in un catalogo, e questo forse toglie la poesia. Ma i social netowrk purtroppo ci hanno abituato a ricevere velocemente molte informazioni. 

Cosa non sopporti di queste app?

Rossella: le app di dating bruciano la parte più bella nella costruzione di un rapporto di coppia: la possibilità di incontrarsi tra centinaia e centinaia di persone, di innamorarsi, di dedicarsi piano piano all’altro per arrivare a consolidare un legame. E’ tutto più veloce. Ma i rapporti, la conoscenza quella vera, non hanno questo passo che ci porta a divorare, anziché assaporare, le varie fasi delle relazioni che richiedono tempo, impegno e una buona dose di rischio.

Francesco: la premessa che si legge nella descrizione di molti profili. "Non parlare con me se voti questo o quel partito", oppure "Non contattarmi se sei vegana". Sono più di quanti possiamo credere i profili del genere. Certe chiusure a priori snaturano la missione di questo genere di applicazioni. Potranno non piacerci certe categorie, ma esistono e non è possibile cancellare dalla faccia della Terra certe persone. E chi scrive quelle frasi non mostra una grande apertura mentale, per cui rischia subito di essere scartato. Anche se magari si è d'accordo nel suo orientamento politico o di vita. 

Quale di queste app consiglieresti a un amico?

Rossella: Happn è l’app che permette di gestire i colpi di fulmine. Una specie di Cupido 2.0 che geolocalizza l'utente e da quel momento, in qualsiasi luogo questo si trovi, potrà contattare gli altri iscritti incrociati per strada, in palestra o al supermercato. L'app quindi mette in contatto le persone sulla base degli incontri nella vita reale. Dà all’utente una seconda possibilità.

Francesco: attualmente Tinder, per la semplicità del funzionamento, l'immediatezza. E' un'app totalmente disegnata per lo smartphone. E viene da dire attualmente perché ogni epoca ha avuto la sua app o il suo metodo per conoscere persone online. Sembrano passati secoli, ma nei primi anni Duemila ci fu il boom delle "stanze" di Mirc, un programma scaricatissimo che proponeva una chat molto basica, senza tanti fronzoli ma con tantissima gente da conoscere. Dal 2010 in poi c'è stato il successo di Meetic: grafica più accattivante, un sistema di profili con o senza foto tra cui scegliere. 

Hai mai avuto paura di qualcuno tra le persone incrociate online?

Rossella: da quando sto lavorando a questa inchiesta ho passato alcune ore su diverse app e devo essere sincera, non ho mai avuto paura: sono spazi virtuali frequentati da persone come tante, l’ex amico di Università, i compagni di palestra, il tipo che hai incrociato magari nel locale sotto casa.

Francesco: mai. In queste app, se non vuoi più sentire qualcuno con cui hai avuto un match semplicemente lo blocchi e non lo incontrerai mai più. Certo, dare il proprio numero di telefono, come molti fanno, richiede più prudenza. Ma dopo un po' che si bazzica in questo genere di app, in pochi minuti si capisce che tipo di persona si ha davanti. E soprattutto se sta mentendo o dicendo la verità.

Il personaggio più bizzarro incontrato?

Rossella: un imprenditore molto noto. Io avevo un profilo falso e non sapeva quindi che fossi una giornalista. Mi ha parlato di tutta la sua vita, dei suoi fallimenti sentimentali e della mancanza di tempo per trovare l’anima gemella. Per questo ha deciso di sperimentare un’app di dating. Mi parlava come se mi conoscesse da una vita.

Francesco: una ragazza che lavora sul set di una nota soap opera. Mi ha raccontato tutto di quel mondo: c'è una logistica impressionante dietro. Aspetti della televisione che mai avrei pensato esistessero. Le app di dating sono anche questo, ti permettono di entrare in mondi sconosciuti ma affascinanti.

Si può trovare davvero l’anima gemella? 

Rosella: no, non credo. La comunicazione su questo tipo di applicazioni si basa tutto sulla chat dove la maggior parte sono ‘leoni da tastiera’ ed è facile si generino incomprensioni. Tutto il resto continua a giocarsi su un terreno offline: è qui che la relazione umana si costruisce davvero, al di fuori delle app.

Francesco: conosco diverse "coppie di Tinder", persone che si sono conosciute sull'app e che adesso stanno insieme. E magari sono instradate verso il matrimonio. Niente è impossibile sulle app di dating. E' un po' un rimescolare il destino. Di certo Tinder, con il suo scorrere continuo di foto diverse, risolve le serate tra amici. Guardare tutti insieme le possibili anime gemelle, ridere dei personaggi improbabili, spesso risolve le serate tra amici. 

Come mai queste app hanno così successo?

Rossella: in un certo senso, permettono di dire addio ai lunghi corteggiamenti e alla paura di non piacere. Per esempio, l’utente su Tinder riceve una notifica solo quando viene accettato e non rifiutato eliminando così il rischio di un rifiuto.

Francesco: dal punto di vista maschile sicuramente consentono, a chi è timido, di entrare nell'app senza necessariamente mostrare il proprio volto. E allo stesso tempo, frequentare una "stanza" virtuale con moltissime persone dell'altro sesso disposte almeno a parlare. Questo, da sempre, ha decretato il successo delle app di dating o comunque degli ambienti virtuali di questo genere. Tinder, che "aggancia" profili intorno a noi in un raggio fino a 150 km, ha poi una funzione forse poco usata ma geniale. Consente di geolocalizzarsi in tutto il mondo. E così, se voglio conoscere ragazze di New York o di Adelaide posso chiedere all'app di geolocalizzarmi lì. Mi presenterà solo profili di quella città. Sembra incredibile, ma è un po' come viaggiare virtualmente tra gli usi e i costumi di altri popoli.