
Taglio alberi a Morello Insorge il Cai: "A rischio il patrimonio forestale"
È un appello rivolto alle autorità competenti ma anche alle associazioni ambientaliste e ai normali cittadini che, magari, amano fare passeggiate ‘in altura’ quello, a proposito delle recenti attività di disboscamento sul comprensorio di Monte Morello, dalla sezione di Sesto del Club Alpino Italiano. Vicenda su cui l’associazione esprime preoccupazione: "Sebbene il taglio degli alberi sia autorizzato da Città Metropolitana – si legge in una sorta di lettera aperta - ci sorge il dubbio che le aziende incaricate di queste operazioni possano superare i limiti imposti dalle autorizzazioni per un beneficio economico che supera le sanzioni amministrative previste. Tale situazione non solo danneggia irreversibilmente il nostro patrimonio forestale, ma rappresenta anche un atto di abuso e di irresponsabilità verso l’ambiente". Il Cai – prosegue la nota – "insieme a molte altre associazioni e cittadini, ha a cuore la salvaguardia del nostro prezioso patrimonio forestale. Siamo fortemente contrari a qualsiasi abuso o azione scellerata che danneggi le risorse naturali del nostro territorio, in particolare quelle di Monte Morello dove la nostra sezione è impegnata da anni nella manutenzione della sentieristica e nella promozione di un approccio rispettoso e sostenibile alla natura. Monte Morello rappresenta non solo un’area di straordinaria bellezza naturale, ma anche un importante polmone verde per la nostra comunità, una risorsa inestimabile per il benessere psicofisico dei cittadini e un rifugio per la fauna locale. La sua integrità deve essere preservata ad ogni costo".
Da qui la richiesta pressante alle autorità competenti di "intensificare i controlli e di adottare misure più severe per garantire che le normative vigenti vengano rispettate rigorosamente". Ai cittadini comuni amanti del trekking e della montagna il CAI chiede invece di vigilare e segnalare eventuali irregolarità "affinché possiamo insieme proteggere e preservare questo patrimonio per le future generazioni". L’auspicio è quello di una maggiore collaborazione "fra tutte le parti coinvolte per garantire la protezione di questo territorio". Nei mesi scorsi, anche Italia Nostra aveva chiesto lo stop ai tagli anche per il fatto che molti alberi dell’area boschiva in cui sono stati effettuati i tagli avevano un’età superiore al limite dei 50 anni previsti per l’autorizzazione, concessa dalla Città Metropolitana, al bosco del taglio ceduo.